Genova. Ancora corpi in movimento al centro del palcoscenico. Riparte
lunedì 15 maggio, dopo le ospitalità provenienti dalla
scena internazionale, la rassegna di danza all'Archivolto con la seconda edizione di
Genova Danza 06, uno spazio di confronto e vetrina che apre lo sguardo su coreografi e danzatori genovesi e liguri. Tra la Sala Mercato e il Teatro Modena si alterneranno
sette compagnie con i loro nuovi esperimenti nel campo del movimento: compagnia Aline Nari - Davide Frangioni / Teatrodanza; gruppo S.A.N.; Francesca Zaccaria; Fluid Company; Frey Faust e Francesca Pedullà; Barbara Innocenti; Associazione Arbalete, Vera Stasi e Centro Mojud.
E il
24 maggio giornata di riflessione per fare il punto sulla situazione con critici, artisti e pubblico a cura di
ARTU. L'incontro, a cui interverranno in qualità di esperti osservatori
Marinella Guatterini,
Andrea Nanni,
Elisa Vaccarino e
Ugo Volli, nonché giornalisti locali e artisti presenti nella rassegna e no, si svolgerà dalle 10 alle 17,
all'Auditorium di Palazzo Rosso (via Garibaldi - Genova) partendo dal titolo
Il sistema-danza a Genova e in Liguria - Stato dell'arte e strategie per il futuro. La giornata prevede già un seguito, questa volta incentrato sulle politiche, le risorse e gli spazi della danza in Liguria, nel corso del IV Festival Internazionale di Danza in Paesaggi Urbani "Corpi Urbani/Urban Bodies", che si terrà a settembre dal 22 al 24.
Sul filone degli
assolo sono tre le proposte, il
Supersolo «assolo di gruppo», (venerdì
19 maggio, ore 21 in Sala Mercato), con
Olivia Giovannini, che ne ha curato l'ideazione insieme a S. Cova e ha tratto materiali corporei da F. Cerboni, S. Cova e A. Seminara e deriva da un lavoro precedente
Superbia, per effetto di condensazione. Usando un materiale comune, un'unica danzatrice lavora sul concetto di frammento e su quello di tempo, guardando alle luci come a un altro copro in scena lungo, in 12 tessere.
Danza per allegorie, segue nella stessa serata del 19 maggio, ed è un progetto di
Francesca Zaccaria nato nel 2005 come borsa di produzione della
Sosta Palmizi, che ha debuttato al Festival ADDA Danza nel 2005. Zaccaria, danzatrice e pittrice, mette in scena il suo gesto-danzato di fronte alle sue allegorie realizzate su supporti di cartone (che ricordano le pale del 300), indagando i processi creativi della danza e della pittura, la brevità di ciò che si produce danzando, la sua temporaneità e lo slegamento dall'artista dell'opera d'arte, una volta compiuta. Più intimistico l'ultimo degli assoli:
Solo, (
il 23 maggio, alla Sala Mercato, ore 21), di
Barbara Innocenti. Un lavoro nato appositamente per la rassegna, frutto dell'intero viaggio biografico e professionale condotto dalla danzatrice fino a oggi, tra cui riemergeranno sonorità sarde: un richiamo alle origini di Barbara.
Alza il sipario della rassegna
Gelo Rosa, un'anteprima ideata e diretta da
Aline Nari e Davide Frangioni e interpretata anche da due danzatori veneti
Silvia Bugno e Mimmo Santonicola, il 15 e il 16 maggio alla Sala Mercato, ore 21. Uno spettacolo che Aline Nari descrive «per danzatori e un frigorifero». Una
danza surreale e ironica intorno a un elettrodomestico di grande valore simbolico per la sua missione rivolta a «rallentare il processo d'invecchiamento e a preservare la vita». Secondo la logica del frammento e non di un componimento narrativo dei corpi, i danzatori vogliono moltiplicare le valenze di senso dell'elettrodomestico. Nella serata del 19 maggio, dopo gli assolo,
Rituali metropolitani della Fluid Company, con
Daniela Bendini e Roberto Pierantoni. Un progetto che impiega tutte le arti e prende forma partendo dal gesto della danza e le immagini video passando per la manipolazione musicale fatta dal vivo, con lo scopo di utilizzare, invece di proporre, un "Rituale" come mezzo di scoperta e ricerca antropologica. Il 23 maggio, sempre alle 21 alla Sala Mercato, va in scena
Coeur farouche di e con
Frey Faust e Francesca Pedullà, poi ci si sposta al Teatro Gustavo Modena per
Labirinto a colori una coreografia di Giovanni Di Cicco con
sette danzatori: Luca Alberti, Filippo Bandiera, Daniela Bendini, Giovanni Di Cicco, Barbara Innocenti, Piera Pavanello e Francesca Zaccaria.
Coeur farouche accosta due danzatori che provengono da contesti completamente diversi: Francesca impegnata nella ricerca sulla danza africana tradizionale e contemporanea e Frey danzatore e coreografo, creatore del metodo Axis Syllabus. Lo spettacolo punta uno sguardo ironico sulle relazioni d'amore, in un'atmosfera da cartoons e commedia americana anni '20 e '30.
Labirinto a colori che, per questioni di luce, fa muovere il pubblico da una sala all'altra del Teatro, è un incontro tra più danzatori in cui Giovanni non ha voluto fare tagli. «Un percorso iniziato con alcune persone che voglio concludere quella sera». Fatto per accumulo, il lavoro è cominciato l'anno scorso e si è nutrito con regolarità di diversi apporti. Concepito per essere lasciato aperto e come dei tarocchi da selezionare nel camerino di sera in sera, in realtà lo spettacolo «è antico anche musicalmente e molto danzato», con un ospite d'eccezione tra le file:
Filippo Bandiera, ex-danzatore formatosi con i
Nederlands Dans Theater che ha deciso di rimettersi in discussione.
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