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Premettiamo che non siamo qui a giudicare le scelte di nessuno, soprattutto quella talmente intima e privata di una volontaria interruzione di gravidanza. Tuttavia leggendo sul vostro sito la lettera di una donna che insieme al suo compagno ha preso la sofferta decisione di abortire, ci sorge una riflessione, soprattutto perchè abbiamo trovato forti contraddizioni nelle parole della donna.
Dal momento che la signora afferma che dovrebbe essere reso obbligatorio l'uso del contraccettivo ci chiediamo per quale motivo non ne abbia fatto uso, evitando così di ricorrere ad una scelta così sofferta e profondamente dolorosa. Il vero problema è che di aborto si discute solo in chiave religiosa o, ancor peggio, politica. In realtà è una questione etica. C'è un diritto alla vita di un bambino e futuro uomo che, per quanto ancora in fase embrionale, non dovrebbe essere trascurato. Siamo d'accordo: il diritto di abortire può essere discusso, considerato, accettato. Ciò che non è accettabile è invece trasformare l'aborto in un contraccettivo. Siamo una coppia felice che, pur tra le difficoltà del vivere quotidiano, sarà presto felice di programmare un figlio. Non come fosse un'automobile, ma come un frutto d'amore.
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