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Ieri, domenica 29 luglio 2007, i numerosi bagnanti che affollavano le spiagge di Albissola Marina hanno potuto assistere alla prima critical mass acquatica organizzata dal comitato (spontaneo) di savonesi che da mesi protestano contro l'aumento del cemento lungo il nostro litorale.
Dopo il successo delle prime due critical mass che, a suon di campanelli e pedalate, hanno bloccato il traffico cittadino, questa volta la protesta si è svolta direttamente in mare: appuntamento alle 10.30 sulla spiaggia antistante la Madonnetta. Nonostante l'ora, oltre ai numerosi bambini accompagnati dalle loro famiglie e armati di gommoni, materassini e canotti, anche diversi giovani, difficili da trovare in spiaggia alla domenica mattina, hanno preso parte a questa particolare manifestazione.
Il ritrovo intorno allo scoglio della Madonnetta ha proprio lo scopo di dare maggiore visibilità a questa parte di costa che presto potrebbe andare distrutta e coperta dal cemento a realizzazione di un porticciolo turistico voluto da pochi e contrastato da molti. La massa critica in acqua è guidata da una lunga canoa con vogatori armati di bandiere e tamburi. Su materassini, canoe, tavole da surf e pure un'azzardata zattera (con tanto di bandierina e galleggianti) ci saranno circa un centinaio di persone con l'intenzione di fare sentire la loro voce e farsi vedere, nonostante la pubblicità recentemente uscita sui quotidiani locali abbia totalmente ignorato la presenza di questo piccolo angolo di mare mostrando, al contrario, alcune immagini di zone abbandonate e in degrado a causa della scarsa manutenzione e dell'avanzare del porto.
Mentre le canoe più veloci, seguite dai materassini che restano in coda, ma non mollano, si avviano verso il tratto di mare di fronte ai rinomati bagni di Albissola Marina srotolando striscioni con «Basta cemento» e «È arrivato Fuksas: Madonnina salvaci tu!», i più piccoli si fermano a fare qualche tuffo dallo scoglio dove la Madonnina osserva e forse, sotto sotto, ringrazia. Nel frattempo dal porto escono due motovedette della Polizia e dei Carabinieri preoccupati forse del rischio di qualche sassaiola in mare o non si capisce di cos'altro.
È stata una manifestazione faticosa, se si considerano i mezzi di fortuna, il caldo e la distanza percorsa, e forse non servirà a raggiungere lo scopo voluto, ma sicuramente ci sono stati la partecipazione e il divertimento di adulti e bambini: dopo quasi due ore di vogate e bracciate, sulla via del ritorno, i manifestanti più coraggiosi si sono concessi un tuffo dallo scoglio, chi per la prima volta, chi come ai vecchi tempi, tra spruzzi, risate e applausi di chi è rimasto sotto in mare a guardare. Raggiunta la riva spunta anche un banchetto con tanto di focaccia e vino bianco e, tra un boccone e l'altro, i bambini scatenati si mettono in posa per la foto di gruppo scattata da genitori forse più esaltati dei figli che dalla Madonnetta si tuffano tutti i giorni. Sullo sfondo lo scoglio sul quale campeggia lo striscione: «Aiutate la Madonnetta». Ai più nostalgici risuona nella testa forse la battuta di un ragazzo che, dopo il tuffo, esclama: «Il prossimo anno lo faccio di nuovo... sul cemento però!». Tutti hanno riso, ma per sdrammatizzare.
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