Marco Caravella della cooperativa
Placido Rizzotto - Libera Terra non ha dubbi: «la legalità paga». A dimostrarlo sono i continui successi dei giovani che, sotto la guida di
Don Luigi Ciotti, fanno parte di
Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie, un coordinamento di oltre 1200 associazioni, gruppi, scuole e realtà di base territorialmente impegnate a diffondere la cultura della legalità riutilizzando i beni confiscati alle mafie per restituirli alla società.
Olio, pasta, vino, legumi ed altri prodotti biologici vengono realizzati dalle cooperative in Sicilia, Calabria, Campania, Lazio e Puglia.
Venerdì 4 maggio alle 13 allo stand Coop di
Slow Fish, in Fiera a Genova, Don Ciotti presenterà
Centopassi, la linea prodotta dalle vigne confiscate alla mafia in Sicilia grazie alla cooperativa
Placido Rizzotto - Libera Terra e i cui prodotti sono distribuiti in esclusiva da Coop. La presentazione avverrà nel corso di una degustazione guidata dal giornalista
Gigi Piumatti, curatore della
Guida Vini d'Italia Slow Food-Gambero Rosso.
Un momento di festa che arriva dopo l'attentato che ha colpito la cooperativa Valle del Marro, nata due anni fa nella Piana di Gioia Tauro su terreni confiscati alle cosche Piromalli e Mammoliti.
Molta è stata la solidarietà e tanta la voglia di non fermarsi. «Anche la Sicilia ha passato in questi anni momenti difficili», racconta Caravella, «furti e incendi hanno colpito il raccolto. Oggi la situazione pare essere sotto controllo. Nel corleonese, ad esempio, è forte il sostegno delle istituzioni. Il nostro scopo è quello di aprirci al territorio creando accordi con i singoli agricoltori per aprire la strada alla legalità e alla trasparenza. Sta nascendo una nuova rete e giorno dopo giorno ci sentiamo meno soli».
La nuova linea
Centopassi consta di un bianco e di un rosso intitolati al sindacalista corleonese Placido Rizzotto. Ad aiutare i ragazzi di
Libera Terra sono stati altri ragazzi: «l'Istituto di arti grafiche Bodoni di Torino ha dato il via a un concorso. Sono nati così il logo e le tre etichette di vino. «Ci ha colpiti il logo che mostra un uomo con le braccia alzate. Così inizia anche il film di Pasquale Scimeca
Placido Rizzotto. Per noi significa lottare per essere liberi».