Una mostra alla Loggia di Banchi,
Ecofatto - terminata il 24 marzo - dedicata al
riciclo e al riutilizzo dei materiali, mi dà lo spunto per affrontare il tema della "cose carine da fare" già citate la scorsa volta.
Perché riciclare è giusto e doveroso, in altri Paesi sono già in funzione i riciclatori automatici, che danno un buono sconto in cambio di lattine e bottiglie vuote. Ma il passaggio precedente, quello del
riutilizzo, è alla portata di tutti. È necessaria un po' di fantasia, ma soprattutto la capacità di vedere un oggetto con occhi nuovi: ed è strano che proprio in Italia, dove l'arrangiarsi è sempre stato un concetto applicato prima di tutto alla scarsità di risorse e di materie prime, questa capacità stenti a manifestarsi.
Per molti di noi, forse, si identifica ancora con la povertà invece che con la fantasia e la soddisfazione:
comprare un oggetto nuovo, l'oggetto giusto sembra ancora indispensabile a chi teme di passare per "barbone". Salvo poi ammirare la casa dell'amica che, con più creatività e disinvoltura, ha applicato lo stile
fusion senza troppe remore, e per di più risparmiando. Allora, spesso si tratta solo di far di necessità virtù, anche se
la necessità non è personale ma collettiva: per ogni oggetto che invece di essere buttato via viene recuperato e usato in una nuova funzione, c'è un notevole risparmio in termini di energia e di risorse, se si calcola quante ne verrebbero impiegate per costruire l'oggetto nuovo e per smaltire quello vecchio.
Spesso il riutilizzo diventa hobby, passione oppure arte, e sul web si trovano esempi di tutte questi modi di declinare il recupero: fra i siti italiani, si può segnalare
Ri-creazione e
Io Ricreo, che illustrano alcune possibili creazioni con i materiali già usati e guidano ad altri siti simili. L'
Occhio del Riciclone, invece, è il sito dell'omonima associazione culturale romana che, fra le altre cose, ha recentemente organizzato una distribuzione di oggetti ancora usabili recuperati dalla discarica comunale: l'iniziativa ha avuto un tale successo che l'ingresso degli utenti ha dovuto essere rigorosamente disciplinato per permettere che tutti usufruissero del bottino della raccolta.
Sul sito si può leggere il racconto dell'iniziativa e linkare le gallerie di alcuni artigiani-artisti del riuso: fra tutti, segnalo
CoseInutili riciclosa*inventoria*artistica che non sempre condivido nel gusto, ma che è un ottimo esempio di come si può giocare e divertirsi, creando bigiotteria, borse, sciarpe ed altro, semplicemente recuperando materiali di scarto. Perché, finite le segnalazioni utili e notato
en passant che i siti italiani si distinguono per una perniciosa impronta da 'applicazioni tecniche' (la materia scolastica che i più grandi ricorderanno per i piccoli lavoretti di cattivo gusto che quasi sempre ne erano il risultato), spezzo la mia lancia a favore delle soluzioni più ardite e al tempo stesso più utili: ché ci si può dilettare nella realizzazione di fiori di plastica (recuperata) da usare come soprammobili, ma ben presto verranno a noia e non sapremo più cosa farne.
Il riutilizzo, invece, ha più senso se va
a sostituire oggetti che altrimenti dovremmo comprare: vecchi, grossi bottoni al posto delle maniglie per i pensili della cucina e del bagno, la stoffa delle vecchie camicie per fare stracci da usare al posto della sprecona carta da cucina, borse di stoffa che diventano cuscini e viceversa, t-shirt con cui realizzare le borse della spesa, le confezioni del detersivo liquido che una volta pulite diventano contenitori per l'acqua di risciacquo delle verdure - pronta per bagnare i fiori sul terrazzo - i barattolini di medicinali in cui mettere la dose giusta di cosmetici e detergenti per un viaggio, il tavolo da pranzo che acquista personalità grazie alle sedie scompagnate acquistate in un mercatino dell'usato, i contenitori diversi che si prestano a diventare vasetti per le piante aromatiche.
Molte volte
compriamo per pigrizia, prima di tutto mentale, e anche quando ci adattiamo a "soluzioni di ripiego" non cerchiamo di mettere in risalto l'aspetto creativo delle nostre idee e del nostro lavoro: come invece ci dimostrano l'arte e il design. È il momento di osare.