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Genova. «300 chili di pesto, 500 di salsicce, 3 tonnellate e mezzo di funghi, 5 di totani fritti, 16mila litri di vino, 4 tonnellate e mezzo di stracchino...». È una litania che mette già fame quella snocciolata da Renato Penzo, tesoriere e colonna delle Feste dell'Unità genovesi. Una listona della spesa in grado di sfamare le migliaia di genovesi che attendono con la consueta curiosità il taglio del nastro della 61° edizione, previsto alla Fiera del Mare giovedì 24 agosto.
Ma non saranno solo i 23 fra ristoranti e ristori a farla da padrone. Anche se la panza piena di fritto misto non aiuta certo a restare svegli, la Festa propone 75 incontri, 16 presentazioni di libri e 4 mostre. Da Roma è attesa una valanga di ministri, noblesse oblige della sinistra al governo, e qualche sparuto e coraggioso rappresentante dell'opposizione.
«La festa di tutti e di tutta la città, come sempre», sottolinea con orgoglio il gruppo dirigente dei DS genovesi, capitanato dal nuovo segretario provinciale, Alfonso Pittaluga. Occhio azzurro, cravatta e una vaga somiglianza con Paolo Liguori che probabilmente non gli fa piacere.
Diamo un'occhiata al programma. Si entra subito nel vivo sabato 26, con i diritti civili al tempo del governo Prodi, con Daniele Capezzone e Franco Grillini. Domenica 27 tutti intorno al focolare a sentire Edoardo Sanguineti immaginare Genova (sarà la famosa immaginazione al potere?). Sergio Cofferati e Sergio Chiamparino, lunedì 28, discuteranno con Beppe Pericu del futuro del centrosinistra visto dalle città riformiste.
Saltiamo a giovedì 31, quando è atteso Pierluigi Bersani con un'intervista pubblica, mentre sabato 2 settembre mega-dibattitone fantozziano su come ridisegnare Genova con 9-dico-9 partecipanti, sindaco in testa e magnifico rettore, Gaetano Bignardi, a seguire.
Martedì 5 l'unico vero confronto destra-sinistra di un certo livello: Bruno Tabacci vs Gibi Pittaluga, sull'economia italiana che va, non va, chissà dove va. Peccato che coincida con un altro interessante incontro, l'intervista a Marco Minniti - viceministro degli Interni - su sicurezza e terrorismo.
I coraggiosi possono poi affrontare mercoledì 6 (rigorosamente a digiuno e con thermos di caffè) il dibattito su Genova patrimonio universale UNESCO, a cui partecipano ben 11 ospiti più il moderatore. Il giorno dopo arriva Fabio Mussi, Ministro per l'Università e la Ricerca, mentre sabato 9 Vannino Chiti e Alfredo Biondi si punzecchieranno sulle riforme impossibili.
L'ultima settimana di Festa si apre con l'ospitata di Leire Pajìn, viceministra del governo di Zapatero, lunedì 11 per parlare di parità. Ancora una donna protagonista il giorno dopo: è Livia Turco in un one-woman-show sulla Sanità. Mercoledì 13 è la giornatona dell'economia genovese, con porto e Finmeccanica, mentre venerdì 15 arriva Cesare Damiano (Ministro del Lavoro), e io lo aspetto al varco.
Insomma, si discute un po' di tutto. Tranne che di centro storico e dell'elezione del prossimo sindaco: su quella neanche un mini-dibattitino. All'osservazione, Pittaluga risponde un po' piccato in puro poltichese: «più che un totosindaco è importante parlare dei programmi». Poi traduce: «è in corso un grosso lavoro in seno alla coalizione, dobbiamo discutere ancora di molte cose, compreso se fare o no le primarie. La Festa è un'occasione per riempire di contenuti questa fase».
Intanto, come da copione per la Festa dell'Umidità, giovedì è previsto un peggioramento meteo.
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