Quando uno pensa al classico ingegnere immagina un viso pallido, emaciato, chiuso in un mondo fatto di scienza e tecnica. Non sono così gli studenti genovesi che hanno aderito al progetto di
Ingegneria Senza Frontiere. Nome impegnativo quello della rete di associazioni indipendenti che, nata in Spagna, si è poi diffusa in diversi Paesi, tra cui l'Italia nelle sue principali città universitarie.
Ma di cosa si occupano questi ingegneri atipici? Me lo spiega
Cristiano Nattero, responsabile del "gruppo formazione". 27 anni, Cristiano è studente di Ingegneria informatica: «l'Associazione promuove
un uso più etico dell'Ingegneria, utilizzando dei metodi scientifico-tecnologici e seguendo due strade preferenziali: la cooperazione allo
sviluppo e la formazione, soprattutto in ambito accademico. Le ISF italiane si fondano tutte sulla stessa
Carta dei Principi. Ma vogliamo iniziare a conoscere anche gli ingegneri stranieri».
A Genova il gruppo di studenti senza frontiere (ma non è necessario essere ingegneri né essere iscritti all'università per entrare a far parte del progetto) è composto da 25 persone, «ma la
mailing list conta circa
240 iscritti: sono in molti ad interessarsi alle nostre iniziative volte a dare risposte concrete ai problemi del "Sud del Mondo"». La
Carta dei Principi dell'Associazione parla infatti di "diffusione delle pratiche e delle tecniche ingegneristiche in grado di favorire la piena realizzazione di tutti gli individui e comunità umane".
Ma, al contrario di quello che si potrebbe pensare, non si tratta solo di belle parole: «molti studenti scelgono di
preparare la tesi di laurea con Ingegneria Senza Frontiere. Di recente - e grazie alla collaborazione di una
Ong locale - è stato possibile realizzare
un progetto di itticoltura nella Repubblica Centro Africana. Le due ragazze che hanno fatto la tesi sull'argomento sono state sul posto ed hanno progettato due impianti. Quello più piccolo è già pronto».
Un altro aspirante ingegnere ha scelto di preparare una tesi sulla
produzione di energia in Perù partendo dagli scarti di riso, l'alimento più diffuso in quelle zone. Con lui ha collaborato anche un'università locale.
Cristiano si occupa invece di informatica: «ci siamo interessati al
trashware, cioè al recupero di computer destinati anzitempo allo
smaltimento: dopo la conclusione di un circolo di studio, abbiamo
ricevuto almeno quattro richieste per la realizzazione di
laboratori di
informatica per ragazzi nelle scuole o in centri aggregativi. Al momento siamo impegnati nella ricerca dei computer e a metà settembre dovremmo allestire il primo corso».
E poi c'è un tema, molto discusso, a cui Cristiano è particolarmente interessato:
la libertà su Internet: «non è vero che in Rete si può pubblicare tutto: c'è un "controllo dall'alto" fatto di sequestri e chiusure di quei siti che pubblicano "articoli scomodi"». Cristiano ha organizzato
un corso di
GNU/Linux per i membri dell'Associazione, «ma sta per partire anche
un corso sulla razionalizzazione energetica: tutti parlano dell'utilizzazione dell'energia eolica e di quella solare. Ma la prima non è trasportabile, e la seconda non è abbastanza potente. La soluzione possibile?
Abbattere gli sprechi di energia. Durante il corso capiremo, ad esempio, come utilizzare il riscaldamento in casa».
Gli ingegneri senza frontiere si riuniscono due volte al mese al Circolo Arci
Città futura di Corso Torino. Nel frattempo sarà facile incontrarli, con il loro banchetto, nelle piazze durante gli eventi cittadini, con il loro materiale informativo e la loro voglia di fare.
Per avere una visione d'insieme dei progetti attivi in questo momento
vai su
genova.isf-italia.org e segui il link alla pagina dei progetti.
Per informazioni sulle associazioni di volontariato di Genova contattate il Celivo al numero 010 5956815.