Perché Sanremo è Sanremo. E Sanremo non è Sanremo senza un po' pepe che, come una flebo, tiene alta la pressione di un Festivàl giunto alla sessantesima edizione. Ci ha pensato prima Povia ad alimentare le discussioni, presentandosi con un testo sul caso di Eluana Englaro. Ora scoppia il caso Carla Bruni.
La first lady francese doveva partecipare alla kermesse il 18 febbraio, duettando con Gino Paoli ne Il cielo in una stanza, come già avevano fatto due anni fa. Peccato che nel brano presentato al concorso da Simone Cristicchi - già vincitore nel 2007 con Ti regalerò una rosa - ci sia un'allusione proprio a Carlà e al suo premier. Il brano fa più o meno così: meno male che c'è Carla Bruni / Siamo fatti così - Sarkonò Sarkosì / Che bella Carla Bruni / Se si parla di te il problema non c'è /Io rido... Io rido...
L'episodio ha fatto infuriare la Bruni - la quale ha subito disdetto la partecipazione al Festival - e prospettato l'ombra del caso diplomatico. Ma l'ex modella e cantautrice non è l'unica a suscitare apprensione. Pupo, che si è presentato in gara con un testo scritto insieme ad Emanuele Filiberto di Savoia, ha chiesto di poter cambiare una parte del testo depositato. Richiesta rifiutata. Per questo motivo Enzo Ghinazzi ha minacciato di non presentarsi sul palco.
Insomma, Sanremo rischia di perdere i pezzi prima ancora di iniziare. Oppure sono solo polemiche preventive? Tanto pé parlà?