Quando nel giugno del 1999 il Signor Sergio Bonelli presentò
Gea, accennò al fatto che la allora nuova proposta della sua casa editrice potesse essere un raccordo tra il cosiddetto fumetto popolare e quello, più aristocratico, d'autore.
La divisone in questione è naturalmente più accademica che reale. Tra l'uno e l'altro, infatti, non esiste la distanza siderale che separa i Fratelli Vanzina da Wim Wenders e non è detto che un fumetto d'autore sia la
monografia di un pasticcere troskista nell'Italia degli anni cinquanta.
Il fumetto popolare non è infatti considerato semplicemente il fratello minore di quello d'autore, ma solo un prodotto differente, confezionato da una squadra invece che da un singolo.
L'idea nel 1999 poteva sembrare ambiziosa e di difficile realizzazione ma l'autore,
Luca Enoch, aveva tutte le carte in regola per vincere una scommessa che non è mai stata tale. Il risultato, infatti, è un fumetto d'autore pubblicato dalla casa del fumetto popolare italiano.
Gea è, per età e data di uscita, la sorella minore di
Sprayliz, ma con la
graffitara ha in comune solo l'habitat e alcuni
hobbies. È una studentessa di liceo classico che, orfana di genitori, ha come solo parente un misterioso zio che sente solo al telefono e un gatto nero,
Cagliostro, capace di intercettare le invasioni di esseri
mitologici come centauri, demoni, spettri, blemi, cosi, cosini e cosetti.
La sua storia, cadenzata da solo due uscite all'anno - una a giugno e l'altra a novembre - è dinamica. Gea e i suoi amici, infatti, contrariamente ai colleghi di carta, non sono congelati in un momento della vita, ma crescono così come crescono gli adolescenti ed esattamente come crescono i lettori.
Tra un
invasione e l'altra, il mondo di Gea è lo stesso in cui viviamo noi e nel quale i protagonisti non sono persone dotate di superpoteri, ma speciali perché normali. E così, ecco che accanto ai mostri che combatte Gea ci sono quelli che molti di noi affrontano tutti i giorni, come l'intollerenza verso gli omosessuali e gli stranieri o tutte le barriere costruite da una società
normodotata che condannano i diversi ad essere
paria.
Tutti questi elementi fanno di
Gea un prodotto cangiante come un diamante, in cui si spazia dalla satira alla denuncia, dalla mitologia al fumetto supereroistico, che però ci tiene a rimanere più vicino all'imbranatissimo
Ralfsupermaxieroe che a quella specie di boy-scout ipertricotico di
Superman.
Tutto questo fa sì che il personaggio nato dalle chine di Enoch non sia solo un fumetto d'autore, ma un vero e proprio romanzo a puntate: un libro, attualmente in quindici volumi, da leggere con parsimonia.
Per coloro che, colpevolmente ignari dell'esistenza di un simile capolavoro, si volessero avvicinare al personaggio, si sappia che attualmente la storia è ad un punto cruciale; è infatti in corso la Seconda Guerra tra la
La razza nemica e gli esseri umani.
Lo sviluppo della trama promettono un epilogo imprevedibile e, soprattutto, fa sorgere la domanda che è argomento di discussione tra i
Gea-fili: e ora come ne esce
Enoch?
Consigli per gli acquisti:
Con Gea più che di consigli si parla di "lista della spesa". I quattordici numeri che anticipano l'uscita del quindicesimo, in edicola a giugno, li si riesce a recuperare tra edicole e bancarelle con una spesa complessiva che dovrebbe attestarsi attori ai 20 Euro, a fronte di un prezzo di copertina di
3 Euro a numero.
È probabilmente uno dei fumetti migliori attualmente disponibili sul panorama italiano. Il suo successo potrebbe trasformarla in un ottimo film, tanto popolare quanto d'autore. Sembra siano già pronti per una collaborazione storica i Fratelli Vanzina e Wim Wenders.
Buona Lettura