Cenerentola e Pinocchio: al Teatro della Tosse le rivisitazioni di Joël Pommerat. Da giovedì 19 a domenica 21 aprile

Genova, 10/04/2018.

Una moderna rivisitazione di due delle fiabe occidentali più note, Cenerentola e Pinocchio, all’interno di un impianto scenico che mescola realtà e finzione.  Gli spettacoli saranno in scena al Teatro della Tosse con il seguente calendario: giovedì 19 aprile alle ore 20.30 con Cenerentola e venerdì 20 aprile, alla stessa ora, con Pinocchio. Entrambi gli spettacoli saranno verranno poi replicati sabato 21 aprile: alle 17.30 Pinocchio e alle 20.30 Cenerentola.

Pommerat parte dai racconti popolari di Cenerentola  e Pinocchio per trasformare il primo in una riflessione sul rapporto che l’uomo ha con la vita e con  la morte e il secondo in una riflessione sul rapporto tra padre e figlio e sul percorso di crescita dell’uomo

Pommerat esalta con intelligenza e divertimento tutte le dinamiche relazionali tra figli e genitori, come il senso di colpa, quello di inadeguatezza o di competizione, le gelosie e le inclinazioni al possesso, marcando i segni di potere innestati nei rapporti di parentela e d’amore.

Soprattutto in Cenerentola, affronta l’ingombrante presenza della morte nelle nostre vite e la nostra incapacità di affrontarla,  anche per chi ormai ha un età adulta. A poco possono le fate, e neanche il tempo che passa sembra servire. L’umanità ha a che fare con la sua propria fine, e li forse, solo li, trova un nuovo inizio.

Pinocchio con il suo portato filosofico e culturale, è improntato sull'aggressione al senso del vero e del falso, al senso del morale e dell’immorale, ai rapporti di forza che in fondo fanno i rapporti d’amore, con gli altri, e prima ancora con se stessi. E infine, si chiede quale sia il senso di cosa è umano, di dove sta l’umanità.

Pommerat trova  il modo di raccontarci storie che conosciamo, mettendone al centro meccanismi che viviamo, costruendo immagini che ci appartengono, scattando foto in cui ci riconosciamo. Siamo lì, eppure appena fuori per ancora poterci guardare e ridere di noi.  La regia degli spettacoli è a cura di Fabrizio Arcuri.

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