Le favole vivranno sempre. Chi può smentirle? Bruno Bettelheim, il grande psicoanalista, disse che la fiaba, oltre ad essere come il sogno, «è la forma immaginaria che problemi umani più o meno universali hanno assunto col tramandarsi di una storia attraverso le generazioni». Tutti abbiamo bisogno di trovare un significato alla nostra vita; tra le esperienze più importanti al proposito c'è la capacità del racconto fiabesco di trasmetterci valori, sogni e tradizioni culturali: il retaggio del nostro passato. Perciò la fiaba è formativa.
Ogni fiaba ha una sua morale e queste non sono mai semplici storielle, ma racconti ricchi di verità recondite, che attraverso percorsi psicologici riescono a insegnarci la via per diventare adulti e costruire noi stessi. Sul piano letterario tutti i grandi scrittori, consciamente o no, si sono cimentati nelle fiabe; l'aspetto metaforico della letteratura è quello più importante e fondamentale: è la vera ricchezza del comunicare.
Con questa premessa la fiaba si presta bene ad essere un contenuto per affrontare le nuove frontiere della comunicazione: la favola, vecchia quanto il racconto mitologico, si presta a superare la forma libro classico e diventare un 'Antilibro postgutenberghiano'. A fare questa operazione è stata Luciana Lanzarotti con le sue Le Belleinbusta, che tiene a ricordare il progetto di ecologia culturale del Manifesto dell'Antilibro a cura di Gillo Dorfles, Rossana Bossaglia, Edoardo Sanguineti e Francesco Pirella.
Le Belleinbusta sono un'idea originale: ventotto fiabe da leggere, recitare e spedire; quattro buste di quattro differenti colori, che hanno ognuna al proprio interno sette favole di Luciana Lanzarotti. Le Belleinbusta sono autoprodotte, come si ricordava secondo i dettami del Manifesto dell'Antilibro, stampato con la collaborazione della Tipografia ElleZeta. La busta Bianca colleziona: Il ratto che parlò al gatto - Pipistrellino- L'Orso - L'aglietto- La favola della Spazzatura - L'Extraterrestrico - Il mare in bottiglia.
Di questa busta Bianca, ad esempio, prendiamo la fiaba breve dell'aglietto:
«Un piccolo aglio si domandò perché tutti dicono: 'cattivo come l'aglio' mentre del pane tutti affermano, 'buono come il pane'. Perché? L'aglietto che era di una nuova generazione e voleva fare la rivoluzione si avvicinò al pane e dopo essersi strofinato con quello, un bambino che di lì passò l'assaggiò e disse: 'buoni sto pane e aglio insieme! L'aglietto capì che il buono può trasformare le cose grame in sane».
La Busta Arancione con La Merendina, la Tartaruga alle Olimpiadi, L'Acqua Parlante e altre; poi la Busta Gialla e quella Verde a concludere la originale raccolta di fiabe per tutti. La capacità narrativa di Luciana Lanzarotti è stata quella di saper far parlare, oltre che farfalle, topolini, ortaggi e alimenti anche molti oggetti, come nella migliore tradizione fiabesca. Ma Luciana Lanzarotti non si è limitata a scriverle e in questi giorni è stata nelle scuole per leggerle e farle recitare dai bambini delle scuole elementari. Io che ho assistito alla presentazione, presso la scuola Gianni Rodari di Sestri Ponente, sono stato favorevolmente impressionato: sessanta bambini hanno seguito e partecipato interpretando i vari personaggi delle fiabe con entusiasmo. Prossimamente lo spettacolo delle Belleinbusta sarà alla scuola Giacomo Canepa di Crevari, che insieme alla scuola elementare di Mele e di Fabbriche formano il comprensorio scolastico di Voltri 1. C'è da augurarsi che lo spettacolo, molto didattico e formativo, prosegua per tutti i distretti scolastici della città.