Schizzata, paranoica, megalomane, egocentrica e viziata. Senza troppi complimenti eccovi
Dandyna. Una ventenne che un giorno ha letto un
blog e poi ha deciso di comprarsi un dominio, una specie di buco della serratura, un
peep show che non si spia ma si legge. Niente di strano, ce ne sono a migliaia in rete. Dandyna però sa scrivere. E vuole diventare una
blogstar.
Si fa notare, quasi un anno fa, con una specie di roulette russa. Un giochino macabro, un conto alla rovescia dei giorni che la separano da un imminente suicidio. Tutte le mattine cambia anche la sceneggiatura della storia che scrive.
Oggi mi taglio le vene, domani mi butto dalla finestra oppure ingurgito una scatola di barbiturici. Mi racconta che le arrivano insulti, incitamenti e commenti. Un giorno poi bussa alla porta di casa sua la polizia. Qualcuno, preoccupato li ha chiamati. Risultato: ricovero coatto in psichiatria, e l'immancabile raccomandazione a «non farlo mai più».
Ma la rete non è nuova a questo tipo di esasperazioni. «Esistono - mi racconta Dandyna - gruppi di ragazzine che si scambiano indicazioni su come resistere alla fame per settimane». Sono le stesse che, mascherate dietro il loro
nickname propinano consigli sul come farla finita o come ficcarsi due dita in gola per vomitare. Vere e proprie
terapie di gruppo al contrario.
Anche Dandyna ha avuto problemi con il cibo. Un passato da bulimica. «Facevo danza e mi dicevano che sembravo un salame», mi racconta senza troppe esitazioni, che tanto queste confidenze sono già in rete. E continua, «ho cominciato ad usare il blog come
diario alimentare. Ci scrivevo quello che mangiavo. Lunedì una mela, martedì mezzo cetriolo». Si sentiva grassa e arrabbiata. In diritto di ferire gli altri come altri avevano fatto con lei. Navigando, trova il blog di
Francesca Mazzuccato - scrittrice e amica di
mentelocale.it, su cui tiene la rubrica
Il venerdì di Francesca. «Ho visto la sua foto e senza pensarci troppo le ho scritto un commento cattivissimo, tipo cicciona».
Si sono conosciute così, insultandosi per quasi tre mesi, ma poi sono diventate amiche.
In tutti quelli che hanno un blog si cela
un Narciso. Farsi leggere è una grossa preoccupazione e un motivo di orgoglio. Diventare una scrittrice, consacrata dalla carta è un grande sogno di
Elisabetta Dandyna. Ma diventare famosa è il suo scopo. L'una non implica necessariamente l'altra. Una piccola spudorata questa Dandyna che non si nasconde dietro falsi perbenismi.
Non mi dispiacerebbe scoprire che i suoi deliri sono il frutto di una grande fantasia unita a manie di protagonismo. Anche se a scapito del suo personaggio, che mi ricorda un po' la corrente romantica tedesca dello
Sturm und Drang.
Speriamo che alla fine non si butti nella televisione, in quei
programmucci che guadagnano sui
personaggiucci che aspirano solo a qualche
momentuccio di gloria. Speriamo non rinunci a scrivere.
Nella foto: Dandyna in blue