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Teatro Genova - Lunedì 5 giugno 2017

Mille firme in pochi giorni per salvare il Teatro Cargo. L'intervista a Laura Sicignano

di La. Gu.
Laura Sicignano , direttrice Teatro Cargo
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Genova - Sono ben mille le persone che in pochi giorni hanno firmato l'appello contro la chiusura del Teatro Cargo di Voltri. Da anni nuota in acque difficili a causa dei tagli e ora, dopo una riduzione dei fondi da parte della Compagnia San Paolo, è a rischio chiusura.

Ecco alcuni tra le centinaia di commenti dei sostenitori:

  • «Un teatro che muore, è un pezzo di civiltà che viene meno»
  • «Il teatro Cargo è troppo prezioso per il territorio, è una delle poche realtà positive del Ponente»
  • «Sto firmando perché sono convinta che il teatro Cargo rappresenti per Voltri, e non solo, una realtà culturale e sociale da salvaguardare assolutamente. Penalizzare la cultura è un imbarbarimento della società e mai come adesso la società ha bisogno di cultura».
  • «Credo che la cultura debba essere la base su cui fare rinascere tutto. La cultura deve essere ovunque»
  • «Ho assistito a molti spettacoli interessanti e non voglio che chiuda»
  • «Sto firmando perchè una delle bellezze di Genova è la ricchezza dei suoi teatri, preserviamoli!»

«Stanno rispondendo all'appello da Voltri, da Genova, ma anche da tutta Italia e dall'estero - spiega la direttrice del Cargo, Laura Sicignano - Centinaia di persone pongono la medesima richiesta: salviamo il Cargo. Il prossimo Sindaco ha il dovere di rispondere a questi cittadini che ci sostengono. Ci aspettiamo una dichiarazione di intenti pubblica dai candidati.

Il Cargo è importante sul territorio del Ponente perché è l'unico teatro professionale nel raggio di chilometri. Spostarsi dal Ponente al centro la sera è molto complesso, più complesso che compiere il percorso inverso. La missione che ci è stata affidata e che abbiamo svolto è quella di creare un polo culturale, ma anche di aggregazione sociale, là dove non esisteva nulla. Per moltissimi - giovani, bambini, adulti, anziani - verrebbe meno un'abitudine culturale, un riferimento aggregativo che si estende lungo tutto il corso dell'anno: andare a teatro, frequentare un laboratorio di recitazione è un'occasione di arricchimento personale. Un teatro è un luogo accogliente, famigliare, caldo, vivo, ricco di stimoli. Vi si intrecciano relazioni, si vive il proprio territorio, si è fieri di esso: il "nostro teatro" è un'affermazione di orgoglio del territorio. Vivere il proprio teatro è parte di un percorso umano fondamentale che deve essere accessibile a tutti. Cancellare il lavoro di radicamento in questo territorio significherebbe svuotare di senso uno spazio, cancellare rapporti umani, crescita personale, qualità della vita. Sarebbe un'offesa ad una parte di città».

Quali sono le esperienze più importanti negli anni?

«Il Cargo non è solo un presidio su un territorio. Nasce nel 1994 come compagnia teatrale. Ha portato in tutta Italia (e non solo) produzioni importanti e premiate. Anche questo è un "prodotto genovese" che le amministrazioni potrebbero cercare di favorire ed esportare, come avviene in altre Regioni italiane. Cargo e` piccola, agile, innovativa, con un'alta percentuale di donne e in grado di proporre progetti di forte impatto sociale. Gli spettacoli sono spesso ispirati alla vita vera e alla storia, a personaggi femminili, a eroi perdenti e sconosciuti, a viaggiatori del presente e del passato. È stato scelto scelto dal Ministero della Cultura nel 1999 in una rosa di 15 giovani eccellenze italiane. Da allora Cargo ha prodotto quasi 40 spettacoli».

«Il pubblico ricorda anche lo struggente Questa immensa notte, sulla detenzione femminile (Premio Sonia Bonacina) e il super premiato Scintille - continua Sicignano - Centinaia di attori e tecnici hanno lavorato con il Cargo, spesso al loro primo contratto, spessissimo professionisti affermati. Il Cargo è anche lavoro.

La situazione è senz'altro risolvibile. Chiediamo alle Istituzioni di intervenire subito per tamponare l'emergenza: abbiamo dimostrato di sapere fare molto con poche risorse, ma ora siamo al di sotto del livello di sopravvivenza. Si tratta poi di costruire una strategia culturale ad ampio raggio e su un lungo periodo: chiediamo alle istituzioni di dialogare insieme a noi e agli altri teatri ed enti culturali cittadini per elaborare una visione di città, dove la cultura sia un diritto per tutti e la qualità sia il criterio principale di valutazione. Il turismo è importante perché porta denaro, ma una città senza cultura è morta. La cultura è un diritto fondamentale del cittadino e le amministrazioni hanno il compito di tutelare questo diritto. Possono farlo attraverso molte strade: dialogo tra enti (Regione, Comune, Ministero, Fondazioni bancarie e sponsor) per una distribuzione equa delle risorse; promozione nazionale e internazionale degli spettacoli; protezione di spettacoli che valorizzano luoghi d'arte; facilitazione della collaborazione tra teatri, musei, scuole d'arte. Se esiste la volontà politica, il Cargo si può salvare».

Un po' di storia del Teatro Cargo:

  • Dal 2004 al 2008: nasce Partenze per Genova Capitale Europea della Cultura, spettacolo evento su una storica gru galleggiante, che a Genova nessuno conosce, una valorizzazione di un sito di archeologia industriale.
  • Nel 2008: Donne in guerra. Tutte le donne della Seconda Guerra Mondiale a bordo del trenino di Casella, che ha ricevuto diversi premi in tutta Europa (premio Fersen alla Regia 2015; primo Premio al Festival internazionale Les Eurotopiques Francia e Belgio).
  • Cargo organizza due festival (2008 e 2010): Collasso energetico e Mutazioni, sui temi dell'ambiente e del corpo femminile.
  • Il Cargo nel 2010 contribuisce alla riapertura del teatro più antico di Liguria, abbandonato da secoli nel Parco di Villa Duchessa di Galliera.

Dal 2011 al 2017 crea un progetto con un gruppo di giovani rifugiati, coinvolti nella creazione di quattro spettacoli che vincono premi e girano l’Italia e non solo (Premio Le Acque dell'Etica / Premio Per voce sola / Premio Inedito Salone del Libro di Torino / Rappresentazioni a San Pietroburgo e in Svizzera).

Intanto andate a vedere lo spettacolo in scena ogni fine settimana a Voltri nel Teatro Villa  Duchessa di Galliera

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