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Capita alle volte che la scienza usi i suoi metodi analitici e sistematici per dirimere questioni riguardanti la società o la politica, offrendo visioni e punti di vista che molto spesso stravolgono vecchie concezioni o abbattono vecchi preconcetti.
È quello che è successo sulla rivista Lancet, una delle più autorevoli riviste scientifiche al mondo, dove è stato pubblicato uno studio in cui si è sviluppato un nuovo criterio per la classificazione delle sostanze stupefacenti. Sulla base di questo nuovo sistema di valutazione, infatti, risulta che tra le prime dieci sostanze d'abuso più pericolose vi siano alcol e tabacco; due sostanze mai annoverate prima come sostanze d'abuso, acquistabili al supermarket o dal tabaccaio.
L'attenta valutazione dei danni provocati dalle sostanze d'abuso e la loro relativa classificazione è una questione che ha delle ricadute molto importanti sia in ambito sociale che penale. Attualmente, nel Regno Unito le sanzioni penali decise in ambito legislativo si basano su una metodica di classificazione che risale al 1971, in cui le droghe sono state suddivise nelle categorie A (maggiore pericolo), B (medio pericolo) e C (basso pericolo), sulla base dei rischi e dei danni legati all'utilizzo delle sostanze stupefacenti. Tuttavia, i presupposti di questa classificazione non sono mai stati illustrati con chiarezza, e la loro applicazione viene percepita come oscura, non trasparente e apparentemente arbitraria.
Il nuovo sistema di classificazione proposto dagli scienziati britannici porta a risultati molto differenti rispetto a quello attualmente in vigore, e si basa sull'identificazione di nove principali fattori che sono noti essere alla base dei danni provocati dai farmaci d'abuso: tre riguardanti i danni fisici all'organismo, tre riguardanti il livello di dipendenza indotta dalle droghe e tre inerenti ai problemi sociali e ai costi relativi alle cure mediche. Questi nove parametri sono stati utilizzati per classificare venti farmaci d'abuso da parte di due gruppi indipendenti di medici e scienziati esperti in dipendenze, i quali, per ogni droga esaminata, dovevano dare un voto da uno a tre per ogni parametro. Tra i farmaci d'abuso sono stati inclusi anche il tabacco e l'alcool, due sostanze escluse dalla lista dei farmaci d'abuso. La media delle valutazioni ottenute dai gruppi di esperti mostrano sorprendentemente che al quinto posto della classifica (dopo l'eroina, la cocaina, i barbiturici e il metadone), vi sia l'alcol, seguito dal tabacco al nono posto. Altre sorprese sono la cannabis, la quale si trova solo all'undicesimo posto, e le sostanze psichedeliche, le quali slittano verso il fondo della classifica.
Gli autori spiegano questo sorprendente risultato sostenendo che, nonostante tabacco e alcol non mostrino effetti dannosi rilevanti a breve termine (a differenza ad esempio dell'eroina o della cocaina), il 90% dei decessi causati dall'uso di droghe è imputabile proprio a queste due sostanze. La spiegazione di questo risultato è da rintracciare nella nostra cultura, in cui l'utilizzo di queste due sostanze è ormai ampiamente accettato. Infatti, spiegano gli autori: "L'esclusione di queste due droghe dalla lista delle sostanze stupefacenti è del tutto arbitraria. Noi crediamo che questo nuovo sistema di valutazione, basato su fatti ed evidenze scientifiche confermati da medici esperti, costituisce un metodo chiaro e trasparente che tiene conto di diversi aspetti del problema delle dipendenze. Per tali ragioni, riteniamo che una valutazione di questo tipo dovrebbe essere considerata come nuovo approccio per la classificazione delle sostanze stupefacenti", concludono gli autori.
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