Amate i libri? Quelli che vi comprate non sono mai abbastanza? Avete tanta voglia di scambiare opinioni con altri lettori appassionati? Vi piace andare a caccia di parole per il mondo? Se avete risposto sì almeno a una di queste domande, quello che vi sto per raccontare fa per voi.
State per leggere una specie di favola nata due anni fa, nel marzo del 2001, dalla mente di un certo
Ron Hornbaker. Il signore americano in questione ebbe un'idea: abbandonare, o meglio, liberare i libri che aveva più amato per la strada così che qualcun altro potesse leggerli. A questo germe di idea ne è seguita un'altra, ancora più folle: seguire i viaggi dei libri abbandonati, sapere chi li ha letti e cosa ne pensa. Detto fatto, pochi mesi dopo è arrivato nella Rete il sito
www.bookcrossing.com.
All'inizio pochi adepti si sono avvicinati a quest'illuminate esperienza, poi, nel marzo del 2002, grazie a un articolo uscito su
Book, rivista storica made in USA, sono arrivate
valanghe d'iscrizioni, e oggi ogni giorno si registrano al sito circa trecento bookcrosser.
Un vero successo con
novantamila bookcrosser in tutto il mondo e
247.700 libri liberati. Potevamo noi
genovesi non avvicinarci a questo meraviglioso mondo del libro aggratis? Certo che no, anche se da queste parti i bookcrosser sono ancora piuttosto rari: se ne contano circa duecento. Persone in cerca di parole da leggere che da pochi giorni hanno anche una casa, cioè
mentelocale. Sì, sì avete capito bene. A
mentelocale café , a Palazzo Ducale, c'è una saletta dedicata al bookcrossing dove chi vuole può trovare un libro, lasciarne un altro, e segnalarlo al sito del
Bookcrossing. E c'è di più, ogni
secondo martedì del mese i bookcrosser di Genova, in contemporanea a quelli del resto del mondo s'incontrano a mentelocale, parlano dei libri che hanno trovato e liberato, e si raccontano le proprie esperienze di lettura. Ma chi sono questi esseri che hanno imparato a dare i propri preziosi libercoli agli estranei senza farsi venire crisi di panico? Ne ho incontrati due, e ora ve li presento.
Lei si chiama
Giulia -nickname: Gjko- ha i riccioli, è una scout e legge persino quando mangia. Lui è
Marco -nickname: il piccolo principe- ha più o meno quarant'anni, lavora in banca, e legge di notte, in treno e nei weekend.
«A me piace liberarli per la strada e in luoghi che non scelgo mai a caso», mi racconta sorridente
Marco, «in base al libro, al racconto, alle emozioni che mi ha dato, scelgo una strada. È bello quando sul sito scopro chi lo ha trovato e cosa ne pensa».
Ma non riesco a non domandare come si fa a lasciare da parte la voglia di riempirsi la casa di libri che si sono amati, coccolati, odiati per farli andare via, «Per quanto mi riguarda già da un po' di tempo ho superato la fase del possesso. Libero i libri che ho letto perché è come donare agli altri una parte di me stesso».
E intanto
Giulia mi guarda e comincia a dirmi concitata che lei i libri se li fa anche spedire a casa, «sì ultimamente me ne sono arrivati cinque. Con il bookcrossing si può fare anche questo». Un adolescente in pieno entusiasmo che però non trova coetanei con cui condividere questa passione, «di solito i miei coetanei si stupiscono quando mi vedono leggere, non riesco a coinvolgerli. Però fa lo stesso, ci sono quelli più grandi».
Se volete anche voi darvi al Bookcrossing, eccovi gli indirizzi dei siti più o meno ufficiali in lingua italiana dove trovare tutte le informazioni:
bookcrossing.debris.it www.fantasmaformaggino.it www.brookcrossingitalia.cjb.net www.rinaldiweb.it/eurobc/it.
E vi ricordo che
ogni secondo martedì del mese i bookcrosser genovesi si riuniscono a mentelocale cafè verso le 21.
(nella foto in alto: Ron Hornbaker. In basso: la sala del mentelocale cafè dove si riuniscono i bookcrossing)