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Fidel Castro: la storia lo assolverà? |
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Matteo Zacchetti fa un bilancio dell'opera del lìder maximo. Conquiste e cadute di Cuba, lo sguardo al Sud America. Infine il giudizio |
di Matteo Zacchetti
BRUXELLES, 12 MARZO 2008 |
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| Cosa ne pensi di Fidel Castro? E della situazione cubana? Secondo te la storia assolverà il lìder maximo? Dì la tua, scrivi a redazione@mentelocale.it |
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"Condannatemi, non importa, la storia mi assolverà". Con queste parole Fidel Castro chiudeva il suo lungo discorso di autodifesa davanti al tribunale di Santiago de Cuba in occasione del processo contro gli accusati di aver partecipato all'assalto - fallito - alla caserma Moncada il 26 Luglio del 1953 nell'atto fondante della lotta per l'indipendenza dell'isola caraibica e della resistenza cubana alla dittatura di Fulgencio Batista. Fidel ha ormai lasciato ufficialmente le redini del governo cubano dopo 50 anni di ininterrotto esercizio del potere. Un lungo governo che ha attraversato varie fasi, condizionato da molti potenti fattori esterni che per lungo tempo negli anni della guerra fredda hanno fatto di Cuba una delle zone piú calde del mondo. Prima ancora che i risultati ed i mezzi del suo operato siano analizzati e valutati dagli storici in modo compiuto credo che sia doveroso nei confronti di questo grande paese e del suo popolo meraviglioso fare un primo bilancio del lascito del Comandante contestualizzandolo nell'area geopolitica latinoamericana. Diritti A scanso di equivoci affrontiamo subito la questione dei diritti umani. Negli ultimi 50 anni a Cuba il grado di rispetto di alcuni diritti umani quali la libertà di stampa e di espressione, le libertà politiche e quella di uscire dal paese (ma qui il discorso é senz'altro piú complesso – grande rispetto per i cubani che desiderano andarsene ma è per lo meno curioso che i governi che si stracciano le vesti per questo diritto negato siano gli stessi che cacciano chi si presenta alla frontiera in cerca di diritti, lavoro e pane) a Cuba è stato ovviamente basso se paragonato a quello della Svezia o della Norvegia ma é incredibilmente soddisfacente se comparato con quello dei paesi dell'area circostante. Questo senza voler tirare in ballo paesi asiatici molto ricchi, rampanti e perfino olimpici ma in condizioni decisamente peggiori per la situazione diritti umani, o quelli africani – purtroppo disastrati in tutti i sensi.
Conquiste della rivoluzione Non voglio ripetere fino alla nausea concetti e dati espressi moltissime volte sulle conquiste della rivoluzione cubana nel campo sanitario, dell'educazione ma é un fatto che a Cuba non si muore né di fame né di parto. In ogni casa, anche la piú povera, vi é acqua corrente e potabile ed elettricità (in una città come Buenos Aires almeno mezzo milione di abitanti vive nelle "Villas Miserias" senza questi servizi). A Cuba non vi é discriminazione razziale, le donne non portano il chador o il burkha, non si pratica la mutilazione genitale. A Cuba i bambini vanno a scuola e non in miniera, in fabbrica o peggio - i meninos da rua brasiliani, i bambini che scavano nei rifiuti a Managua. Chi vuole andare all'Università, indipendentemente dalla classe sociale e dalle risorse economiche a sua disposizione, ci va. Tutti hanno diritto ad un'assistenza sanitaria di buon livello totalmente gratuita. Le fredde statistiche sono a disposizione di tutti sui siti di organizzazioni internazionali sufficientemente affidabili quali l'OMS, l'UNESCO, l'UNICEF e la FAO.
Dissenso D'altro canto bisogna ricordare che molte delle scelte politiche cubane sono state prese con l'obiettivo di salvaguardare la propria indipendenza e sotto il peso, da piú di 45 anni, di un durissimo e miope blocco economico da parte del paese che fa della libertà di commercio la propria bandiera. Non si ricordano embarghi altrettanto feroci contro dittature e regimi ben piú crudeli e sanguinari. Tale embargo ha reso e rende difficilissima la vita a Cuba - pensate se l'Unione Europea decretasse un blocco economico nei confronti della Corsica - obbligandola a scelte difficili e costose e ad una continua emergenza impedendole di fatto una vita normale. Fra l'altro da sempre questa continua minaccia ha favorito le istanze piú radicali dal contesto politico cubano e ha permesso al governo di tenere l'isola "sotto tutela" e di limitare gli spazi di dissenso, che pure si manifestano per le strade parlando con la gente ed a volte in modo sorprendente come nei film "Fresa y Chocolate" o "Guantanamera" in cui alcune pecche del regime vengono evidenziate e sbeffeggiate e che pure sono stati finanziati dal Ministero della Cultura.
Le sventure del Sud America Si potrebbe anche provare ad ampliare l'orizzonte spazio-temporale sostituendo il teleobbiettivo che la stampa occidentale ha spesso puntato fisso su Cuba con un grandangolare che abbracci l'intera area latinoamericana e tenga conto degli avvenimenti dell'ultimo mezzo secolo. Ci potremmo accorgere che al popolo cubano sono state risparmiate un discreto numero di sventure. Gli squadroni della morte operavano e operano ancora a Haiti a soli 80 chilometri di distanza, ma si potrebbe anche parlare dei diritti negati ai contadini nicaraguensi, dei genocidi guatemaltechi, dell'analfabetismo in El Salvador, dei bambini di strada honduregni, delle condizioni di schiavitú dei lavoratori delle piantagioni della Dole, della United Fruit. O addirittura accorgersi dei terribili decenni che hanno dovuto affrontare grandi paesi come il Brasile, il Cile, l'Argentina.
Inviterei anche a riflettere su questi importanti temi ricordando come negli ultimi anni la "sindrome dell'11 Settembre" e la lotta al terrorismo internazionale abbiano giustificato numerosi e dolorosi giri di vite sul tema dei diritti umani in molti paesi democratici, in Europa Occidentale ed in America. In effetti, ironia della sorte, il gruppo piú numeroso di prigionieri senza diritti incarcerati sul territorio cubano in spregio a tutte le convenzioni internazionali è quello rinchiuso nella base statunitense di Guantanamo. È notizia di pochi giorni fa che il presidente Bush ha messo il veto ad una legge votata dal congresso americano che dichiarava illegali alcune tecniche di tortura quali il "waterboarding" utilizzate generosamente nel condurre gli interrogatori di presunti terroristi.
Terrorismo contro Cuba Voglio invece ricordare che oltre 40 anni di terrorismo contro Cuba hanno causato 3478 morti e 2099 feriti. Sono state poste bombe negli alberghi (nel 1997 all'hotel Copacabana è morto anche il giovane genovese Fabio Di Celmo), un aereo della Cubana de Aviacion è stato fatto esplodere in volo causando ovviamente la morte di tutti i passeggeri. Nel 2003 diversi aerei di linea cubani sono stati sequestrati e dirottati. Queste forme di terrorismo hanno origine, da sempre, da settori di estrema destra della comunità cubana della Florida - uno stato che ha giocato un certo ruolo nell'elezione di George Bush. Una comunità blandita e coccolata da parecchi presidenti e candidati presidenti USA e che per molti anni ha riscosso ad ogni elezione un indurimento dell'embargo. I tempi della fallita invasione pianificata e messa in atto da Kennedy sono lontani ma la capacità della CIA a destabilizzare un paese la conosciamo bene pure noi italiani.
Senza voler togliere nulla alle responsabilità piene nel bene e nel male di Fidel nell'esercizio di governo a Cuba è evidente come questo stato di emergenza perenne dovuto all'azione congiunta di embargo economico, azioni terroristiche e minacce continue ha avuto un ruolo fondamentale nella esecrabile riduzione di alcune libertà fondamentali a Cuba. Mi ha sempre disgustato l'ipocrita linciaggio di tanti anni di storia cubana da parte di politici, stampa e umanità varia. Oggi spero che tante cose possano presto cambiare in meglio e che l'humus della Rivoluzione ed un popolo istruito e orgoglioso della propria indipendenza possa continuare a far crescere Cuba. Io comunque la vedo cosí: la storia lo assolverà e magari lo ringrazierà pure.
Cosa ne pensi di Fidel Castro? E della situazione cubana? Secondo te la storia assolverà il lìder maximo? Dì la tua, scrivi a mentelocale.it
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Nella foto: Fidel Castro
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