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Ultimo appuntamento con la rassegna I loro grandi film al Cinema Carignano. Effetto Notte ci regala martedì e mercoledì, a partire dalle 21.30 (ingresso 4.20 Euro), uno dei capolavori di Federico Fellini, Le notti di Cabiria, del 1957.
Qui di seguito una scheda critica a cura dello staff di Effetto Notte
La vita può ricominciare
Alla presentazione del film al festival di Venezia, gli unici a non rendersi conto della grandezza e dell'importanza del film sono ancora una volta i critici marxisti, nemici incalliti di Fellini, che riescono anche in questa occasione a dichiararsi insoddisfatti.
Aristarco, per esempio, per trovare il film convincente suggerisce di eliminare "il fratino, l'illusionista e le ultime inquadrature", cioè alcune delle sequenza più suggestive e significative, compreso lo splendido e poetico finale.
Parallelamente, mentre quasi tutti i critici sottolineano che molto del successo del film è indubbiamente legato alla interpretazione di Giulietta Masina che aveva reso Cabiria viva, credibile e reale, più ancora di quanto non avesse già fatto con Gelsomina, Ugo Casiraghi, dopo aver accusato il film di mancanza di armonia e disuguaglianze narrative e stilistiche, molto sorprendentemente afferma che "la recitazione della Masina è quasi in linea con gli squilibri del racconto".
A parte questi giudizi negativi, che sembrano nascere da punti di vista radicale e da preconcetti, il film è apprezzato unanimemente. Chiarini, uno dei critici più influenti dell'epoca, arriva a definirlo "il migliore di tutti i suoi precedenti e uno dei più notevoli del dopoguerra", rilevandone il grande valore non solo contenutistico ma anche stilistico-formale. Scrive: "Si veda come felicemente le immagini, per taglio e luce, e lo stesso ritmo largo ed accorato si adeguino agli stati d'animo della protagonista, alla sua storia interiore. Il sentimento del regista, il suo pensiero, il suo giudizio morale si risolvono sempre nella stessa forma senza mai cadere nella retorica o nel didascalico".
Un personaggio
A distanza di anni, appare evidente come nell'evoluzione artistica di Fellini, Le notti di Cabiria rappresenti allo stesso tempo un punto di arrivo e uno spartiacque. Nel film confluiscono e trovano piena risoluzione tutte le tematiche e tutti i personaggi ancora in evoluzione dei film precedenti. Summa e sintesi che si racchiudono in Cabiria, unico vero personaggio del film. Pur nella sua scaltrezza e capacità bidonistica che lo fanno apparire come un Augusto giovane che sente già in se i prodromi del pentimento, Oscar rimane infatti un personaggio volutamente non sviluppato e di contorno; mentre l'ingenua e fragile ma volitiva Cabiria sembra racchiudere e sviluppare in sé i tratti della maggior parte dei personaggi precedenti sia maschili che femminili.
Struttura circolare
La scrittura circolare, che già si era affacciata nei due precedenti film, in questo caso risulta molto più evidente ed efficace nel sottolineare lo sviluppo di maturazione del personaggio. Cabiria infatti rischia di morire per mano di un presunto innamorato sia all'inizio che alla fine del film: ma nel secondo caso la sua reazione è ben diversa e da quel suo sommesso sorriso si può evincere facilmente che ha raggiunto un nuovo livello di maturità e che in futuro riuscirà ad evitare gli errori commessi.
Spartiacque
Le notti di Cabiria è, come si diceva, uno spartiacque nella filmografia di Fellini. Infatti, trovata una forma pienamente compiuta ai miti e alle problematiche che gli stavano dentro in modo ancora nebuloso, Fellini, pur rimanendo sempre agganciato alla propria esperienza soggettiva, nei successivi film sembrerà come liberato e si aprirà a una diversa visione della vita e a nuove tematiche.
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