Lunedì post sanremese: anche se non è il nostro campo da gioco, urge il commentino. Almeno due pezzi fantastici (quelli di Tricarico e Max Gazzè), e almeno un pezzo vergognoso (quello di Anna Tatangelo): un'accozzaglia di banalità e stereotipi grotteschi e offensivi dell'intelligenza di chi ascolta (si trattasse pure di un coyote). Lascia basiti che sia dia spazio su un palco (teoricamente) prestigioso a questa roba: purtroppo viviamo in un paese e in un momento storico in cui anche il senso del ridicolo è marcito nelle forme di un'ignoranza orgogliosa e militante.
In compenso abbiamo avuto il miglior Dopofestival della storia: che gli dei ci custodiscano Elio e i suoi compari.
Ma torniamo ai casi nostri: la Tengi mi rimprovera che la mando a veder corbellerie. Spero se ne farà una ragione: i capolavori mettono freno all'ilarità, le boiate la pretendono.
Visto da LEI
Dice “Questa settimana tocca a Jumper”. Dico “E che è?”. Dice “Vivi in una grotta? C’è la metro tappezzata di poster. In America sta facendo i milioni”. Dico “E chissenfrega, a me puzza di pacco clamoroso”. Tuttavia, vado. Sarò breve: non andate, ripeto, non andate.
Inizio passabile, finale insulso. Nel mezzo, la trama che salta di qua e di là (jumper!), il ragazzo superdotato che tutto può e tutto ha (belloccio e legnoso: odioso!), la bellona che non deve sapere (ma va?) Samuel L. Jackson che fa il cattivo (uh, che paura! Ahr ahr!) e la sua bianca parrucca lanuginosa (sei ri-di-co-lo!), parentesi girata a Roma (anvedi er colosseo), set di personaggi naif che dovrebbero rappresentare l’italiano tipo (perché parlano come degli idioti?), breve spiegazione filosofica del senso del film (è tutto qui?), scena di sesso (evvai), fine scena di sesso (s’è visto nulla), co-protagonista che fu Billy Elliot (e ora dovremo ricordarlo per sto film?), inquadrature delirium tremens (burp), panorami mozzafiato (bello), panorami mozzafiato (c’è dell’altro?) panorami mozzafiato (che palle!), dialoghi pregni (anghingò tre civette sul comò), rincorse&lotte (uff), lotte&rincorse (che comoda questa poltrona), la forza dell’amore può tutto (sto per cedere), mamma son tanto felice perché ritorno da te (rrrrrronf!), amore dove mi porti di bello stasera? (zzzzzzzzzzzz), The End (yawn… dove sono le mie scarpe?).
E poi non dire che non ti voglio bene, Gio.
Mi devi sette euro.
Visto da LUI
Intrattenimento per adolescenti coi voti bassi. Sceneggiatura sbrigativa e stupidina. Un protagonista espressivo come una conformazione calcarea. Una morale quanto meno opinabile: l'eroe (eroe?) sfrutta i suoi poteri per svaligiare banche e concupire coetanee. Ne deriva sincero sostegno al cattivo, ansioso di sventrarlo. Poi psicologie tagliate con la motosega e proliferare di comportamenti illogici. Svolta edipica in chiusura a confermare il macabro sospetto circa la partenza di una nuova trilogia fantasy. Sulla parentesi romana meglio sorvolare. Non c'è niente di niente. D'altra parte niente di niente ci si aspettava. Quindi. Quindi niente. Il Niente. Come la Tatangelo.
PS: ho visto il film all'UCI Fiumara, sala 8. La proiezione era fuori fuoco e da una delle casse proveniva uno sconcertante gracchiare ogni volta che il sonoro calcava sui bassi. All'intervallo mi sono alzato per provare a segnalare la cosa a qualcuno. Dovermi alzare e fare la scale sarebbe stata in ogni caso una seccatura, ma è andata di gran lunga peggio: nell'atrio del cinema non c'era nessuno. Nessuno. Nessuno alle casse, nessuno al bar, nessuno all'ingresso delle sale. Ho visto anche il secondo tempo da schifo e non ho nemmeno potuto segnalare la cosa. A questo punto mi limito a segnalarla a voi: non andate a vedere Jumper all'UCI.
PPS: non trovate che vedere un film al cinema in modo decente stia diventando sempre più difficile?