Oggi
Enrique Balbontin è venuto a trovarci in redazione. Era un po' trafelato e nel suo sguardo ho letto una certa agitazione: «belin, stamattina mi è arrivata questa lettera», e mi mostra un pezzo di carta piegato accuratamente. Lo leggo: arriva dalla
Gestline e lo avvisa che gli è appena stata pignorata la macchina. Quella che si dice una giornataccia.
Ma non c'è verso:
Enrique non perde la sua verve anche se per un po' dovrà girare a piedi. Pensa al suo
nuovo progetto televisivo - a partire dal prossimo aprile sarà ancora tra i protagonisti di
Colorado Café, che andrà in onda in prima serata su
Italia Uno - e ad
un successo inaspettato sul web. Infatti il cortometraggio che Enrique ha sceneggiato e interpretato insieme ad
Andrea Ceccon,
Lisa Galantini,
Fabrizio Casalino e
Flavio Isopo è finito su YouTube ed è stato
visto da più di 5.000 navigatori in due mesi.
Il corto si chiama
Savona nel 300 ed è uno spasso: il savonese Balbontin è
Enzo il metallaro, Ceccon è
Giuse mano d'ardesia e Lisa Galantini è
la bella pisana contesa nella gara sportiva più amata dell'epoca:
una riga di pattoni.
Vado a Vado o vado a Ovada? è una delle battute che, in pieno stile Balbontin, animano il corto, ma c'è anche
la spada nella ciolla, tanti duelli e scene in costume. «Flavio Isopo, che io chiamo
il mio muso ispiratore, mi ha messo in contatto con l'associazione culturale
Gli Aleramici, un gruppo di patiti di ricostruzioni storiche che alcuni mesi fa si sono esibiti alla fortezza savonese del Priamar. Grazie alla loro bravura nella simulazione dei combattimenti e alla regia di
Gigi Piola abbiamo fatto un buon lavoro».
E pensare che il progetto era nato così, per ridere: «più che altro
perché siamo dei fuori di testa», precisa Enrique. Piola, il regista genovese esperto in cortometraggi e pubblicità, ha pensato di proporre questa "puntata 0" ad un canale satellitare, «che ha molto apprezzato il progetto», racconta Gigi e preannuncia: «la puntata che abbiamo pensato per la tv è ancora più divertente di quella che è oggi in rete: quattro minuti di risate e molti effetti speciali. Ci siamo ispirati alla comicità british dei Monty Python». Speriamo di realizzare una saga di dieci puntate.
Così Enrique ha già pensato alle possibili guest star:
Diego Abatantuono ha visto la puntata pilota e l'ha apprezzata: gli piacerebbe partecipare». I personaggi di
Savona nel 300 avevano già fatto ridere gli ascoltatori di Radio Babboleo e di Radio 105: «io e Andrea Ceccon li abbiamo rispolverati e rinnovati». Ma in questa possibile docu-fiction ci saranno anche personaggi nuovi di pacca: «
Franco il laido, un feudatario che ha imposto la gabella sulla ciolla e la prima porno-tax; poi
Baget Rozzo, un eretico che ha un modo tutto suo di assolvere i fedeli e
Papa Ricky XXIII, che risolve tutte i problemi con encicliche lette a ritmo di
raggamuffin».
Del successo su YouTube Enrique dice: «mi piace perché è spontaneo». Il portale di
video broadcasting più famoso nel mondo permette agli utenti di condividere con il popolo della rete i propri video: un modo di comunicare ancor più universale di un blog. E allora ben venga chi, anche nel mondo cinematografico, utilizza una vetrina come è quella di YouTube per farsi conoscere o, come in questo caso, scatenare un caso.
Il savònèèèse più famoso d'Italia non si ferma qui: da pochi mesi si è inventato un nuovo laboratorio,
The big remesciu, grazie al quale tanti comici genovesi - da
Alessandro Bianchi a Flavio Isopo, fino ad
Alessandro Bergallo e
Andrea Di Marco - si esibiscono sul palco di Fronte del Porto
ogni martedì alle 22 (l'ingresso è libero). Qui Enrique può dare sfogo alla sua creatività: «propongo tanti nuovi personaggi; c'è
il punkabbestia Sklero con il suo cane,
il venditore di missili e ancora la pubblicità comparativa che paragona l'accoglienza che riceve il turista in una qualsiasi città d'Italia a quella che i liguri riservano ai visitatori». Quest'anno, invece, non vedremo più le lezioni di savonese al televisivo
Colorado Cafè, ma Enrique ha in serbo parecchie sorprese.
Cosa gli piace oggi del suo lavoro? «Quello che io chiamo il "lato B", lontano dalle telecamere e dai palcoscenici», dice, «quando io e Andrea Ceccon carichiamo i nostri costumi di scena e torniamo a casa a bordo della sua sgangheratissima
Ape 50». Un'immagine romantica, che però fa tornare in mente ad Enrique il pignoramento della sua automobile: «belin, che giornata di merda...».