Il rientro dall' estate è tardivo, lo so, e si sono accumulate risposte, notizie,suggerimenti.
Cercherò di esaurirle, ma intanto c'è una segnalazione che raccoglie un po' tutte queste cose: è l'edizione Liguria di Fa' la cosa giusta, la fiera di riflessioni e proposte, oltre ai prodotti, in tema di vita ecosostenibile, che si svolgerà durante questo prossimo week-end, da venerdì 26 a domenica 30, pomeriggi e serate.
Il programma completo è ricchissimo di eventi e iniziative, tanto che diventa difficile scegliere cosa segnalare per dare almeno un'idea della manifestazione, organizzata da molte associaioni genovesi in collaborazione con Terre di Mezzo Eventi.
Ci provo: per esempio, c'è la presentazione della "prima mini-collezione di intimo Made in NO, una nuova linea di prodotti tessili sani, ecologici, solidali e di qualità che nasce da una rete di artigiani brasiliani, indiani e di Novara, a cura della cooperativa genovese Fair". O c'è il miele bioecologicodella Valfontanabuona, per il quale spezzo una lancia: compratelo. Non si può sapere se la profezia secondo cui dal momento in cui sparirà l'ultima ape l'umanità avrà quattro anni di vita, ma nel dubbio conviene sostenere chi, in queste annate di terribili morie di questi insetti, le api le alleva e le difende non utilizzando pesticidi sui suoi terreni, C'è il laboratorio sugli orti urbani, a cura dell'Associazone Zenzero e dell'Istituto Agricolo Marsano, ogni giorno della Fiera dale 14 alle 16, e altrettanto tutti i giorni, dalle 15.30 alle 16.30, sarà sempre lo Zenzero ad allargare un'esperienza già fatta nei locali del circolo, quella del Baratto dei Giocattoli, per i bambini. Venerdì e sabato sera, invece, ci sarà la degustazione di vini con Critical Wine.
Ancora, nella mattinata di domenica 28, tre appuntamenti dalle 9 alla 1 per spiegare come si organizza un Gruppo di Acquisto Solidale, che di questi tempi è senza dubbio il modo più intelligente di risparmiare. Sabato sera alle 21, dopo un breve spettacolo di improvvisazione teatrale, la sfilata di moda " Critical Fashion", abiti vintage e ricicl-art a cura di Mani Tese.
E poi ci sono gli incontri, troppi e troppo giustamente mirati per citarne solo qualcuno: si parlerà di tutti gli aspetti di vita sostenibile con veri esperti dei diversi settori, dalla finanza etica all'agricoltura biologica, dal commercio equo e solidale all'educazione alla nonviolenza. Però due almeno, fra gli incontri, meritano di essere segnalati qui: il primo è "Grano, finanza e petrolio: riflessioni sul nuovo disordine mondiale" e può essere appunto una "risposta" ad un argomento già trattato in questo blog che ha suscitato dibattito. Il secondo incontro, invece, ha un risvolto molto pratico ed entra giusto giusto nello spirito del blog, quindi lo segnalo per competenza: è "Risparmio energetico in casa: ridurre consumi (e bollette!) di un fattore 4" Val la pena , però, di dare un'occhiata al
Domenica, all'interno della Fiera sarà anche possibile fare la spesa biologica ai banchetti dell'Aiab, ma per tutto il week-end saranno presenti espositori con i loro prodotti, divisi in aree tematiche
Se la vita sostenibile vi sembra davvero una necessità - ed è di questi giorni la pessima notizia che quest'anno ci siamo già mangiati,a settembre le risorse che avrebbero dovuto bastarci fino a dicembre, una cosa che ogni anno succede un po' prima - Fa' la cosa giusta sembra un'ottima occasione per guardare, ascoltare e provare.
La raccomandazione è una sola, quella di raggiungere la fiera con mezzi sostenibili: bici, autobus, piedi e , da ponente, la navebus che parte da pegli e arriva dritta dritta davanti alla fiera, al Piazzale delle Feste del Porto Antico
Se la sponsorizzazione è la forma attuale del comprarsi le indulgenze, bisogna ammettere che la Shell ha scelto un modo molto attraente per farsi perdonare almeno qualcuno dei suoi peccati contro la Natura. Lo Shell Wildlife Photographer of the Year penso sia ormai noto a tutti gli appassionati di fotografia e di soggetti naturalistici, ma ogni volta non manca di stupire e di lasciare senza fiato davanti alle immagini più belle. La mostra è ancora in corso al Museo di Storia Naturale Doria, fino al 24 di questo mese: non perdetela e, soprattutto, portateci bambini e ragazzini, che sono anche fra i premiati nelle apposite sezioni dedicate a loro. Dir di più non servirebbe, sono certa che chi ci andrà aspetterà con impazienza la prossima edizione della mostra, come faccio io.
Mettiamola così: c'è ben di meglio da fare in questi giorni, perfino per chi rimane in città. Chè comunque sono giorni di vacanza e l'aria che si respira - a proposito, più pulita che nel resto dell'anno - è quella del divertirsi anche qui, rimpiangendo o sognando le ferie.
Ma se per motivi imperscrutabili vi cogliesse l'uzzolo delle pulizie o quello del risparmio, ovviamente entrambi in linea con la sostenibilità della nostra vita, eccovi la ricetta per un pulitutto che soddisfa tutte le esigenze.
La proporzione "canonica" è un bel ramo di rosmarino per un litro d'acqua: mettete tutto in una pentola sul fornello e lasciate consumare l'acqua di una buona metà. Si formerà una schiuma, ignoratela: otterrete un liquido scuro e profumato, ricco di oli essenziali dal potere sgrassante e leggermente disinfettante. Se siete pulitori folli, a questo punto mettete il liquido in uno spruzzino riciclato e usatelo per le pulizie di casa come un qualsiasi altro detergente: vi durerà più o meno una settimana, poi lo rifarete.
Se invece uno spruzzino di detergente di solito vi dura un mese o giù di lì, potete adottare questo trucco: comprate un detergente ecologico concentrato - si trovano nei negozi di prodotti biologici e nelle erboristerie più fornite - e unitene circa un decimo alla vostra preparazione casalinga: basterà per renderla più durevole. In questo modo potrete preparare anche dosi maggiori di detergente, sicuri che non andrà a male.
In questi ultimi giorni di vento teso e serate ben fresche forse non sembra, ma è estate per tutti, anche per noi bloggers. Che, pur rosi dai sensi di colpa nei confronti di lettori rimasti inchiodati ai computer lavorativi e in cerca di distrazioni, rallentiamo il ritmo degli esperimenti, delle riflessioni e dei post. Proprio per questo, però, posso approfittare del periodo per esaurire alcune richieste rimaste in sospeso. Per esempio, quella relativa alle piante aromatiche: annuali, biennali, perenni? E come si riproducono? Come si curano? Avevo confessato di procedere un po' a occhio, sul mio bio-balcone, e di non possedere dati certi in merito ( a proposito: il piccolissimo alloro da talea continua a crescere, la menta sta cominciando ad esaurirsi ma ha dato abbondante raccolto, il rosmarino strisciante è una meraviglia, la salvia così così, il timo sopravvive bene a qualsiasi evento e dimenticanza, la limoncina sta bene. Volevate saperlo, scommetto.), e finalmente ho trovato uno specchietto esauriente qui. Ve lo passo, chè mi sembra ben fatto e utile a chiarire ogni dubbio, approfittando delle vacanze per fare buoni propositi e progetti per il nostro orto di pace.
Anche tu sei fra quelli che la quarta settimana del mese proprio lo stipendio non gli basta? O fai parte di quelli che in questi ultimi mesi hanno ridotto drasticamente il consumo di pasta? O, ancora, la frutta e la verdura le guardi e poi le lasci lì, sul banco del supermercato?
O magari tutt'e tre le cose insieme, record facile da ottenere se sei pensionato, o precario, o sottopagato come ormai tantissimi rispetto a un costo della vita che sale sempre di più.
In ogni caso, non ti farà piacere sapere che stai mangiando peggio e facendo più fatica a vivere, oggi, per una ragione che si chiama biocombustibile e che, tradotto, significa che le esigenze delle automobili vengono prima di quelle umane. La logica è infatti quella del profitto: chi ci guadagna, guadagna di più vendendo mais e olio vegetale per farne carurante che per farne cibo, tutto qui.
Un rapporto della Banca Mondiale smentisce infatti il presidente USA Bush, secondo cui le coltivazioni alimentari destinate al biofuel avrebbero poca influenza sull'aumento dei prezzi attuale: pare invece che i biocarburanti abbiano contribuito ai rincari in una misura che arriva al 75%!
I biocarburanti si ricavano da materiali organici e quindi dalle piante, cioè dalle coltivazioni che fin qui erano destinate solo ad un uso alimentare: si è quindi creata una concorrenza fra gli utilizzi possibili che è andata a svantaggio del cibo, mentre ha favorito i guadagni dell'industria agroalimentare, quella che controlla la produzione in tutto il mondo.
Meno inquinante ( e più conveniente, oggi) dei combustibili ricavati dal petrolio, il biofuel è stato propagandato come una soluzione per il riscaldamento globale, ma in questi termini la sua resa energetica è minima: per produrre mais destinato a diventare carburante si investe 1, in termini di energia, per ottenere 1,5.
Molto meglio, invece, il biocarburante chiamato "di seconda generazione" che utilizza solo gli scarti della produzione agricola: in quel caso, la resa è ottima e la produzione non incide sui bisogni alimentari.
Già, perchè è la FAO a denunciare che sono 50 milioni in più rispetto all'anno scorso le persone che soffrono la fame e ciò è dovuto all'aumento dei prezzi: e queste persone, a dimostrazione che non è la produzione di cibo ad essere scarsa, vivono quasi tutte nelle zone di produzione del cibo, che viene però dirottato per far andare le automobili.
In Italia il mercato del biocarburante non esiste ancora, quindi il problema ci tocca solo nei suoi effetti negativi: per risparmiare, contrastando anche la logica dello "spreco alimentare ed energetico" che ha portato a questa situazione, ricordo i gruppi d'acquisto solidale ) e i mercatini grazie ai quali si può comprare direttamente dai piccoli produttori biologici, gli elenchi regionali dei produttori disposti a vendere direttamente in azienda compilato da Coldiretti e, in generale, le iniziative che favoriscono le produzioni non massificate.
Senza dimenticare l'autoproduzione biologica, nell'orto della casa di campagna ma anche sul terrazzo di città: forse non risolverà il bilancio familiare o i destini del mondo, ma in compenso dà soddisfazione.
Non ho fatto in tempo, ad avvisare quel signore molto distinto pur nel suo look casual dei quartieri bene che non è una bella cosa buttare nello stesso contenitore il sacchettino della spazzatura e il quotidiano del giorno. Mi è schizzato via chiamando un amico, così mi vendico additandolo ad esempio da non seguire: cultura e informazione non sembravano mancargli, nè senso del decoro e dell'ordine: eppure non ritiene necessario fare due passi in più per depositare il quotidiano nella campana della carta. Per fortuna non sono tutti come lui, e la buona nuova è che il riciclaggio di carta e cartone in Italia è aumentato, tanto da farci arrivare al terzo posto in Europa, dietro solo a Francia e Germania. Ce lo dice il 13mo rapporto del Comieco sulla raccolta differenziata ed è un ottimo risultato per questo nostro Paese che a volte sembra così refrattario alle giuste pratiche: nel 2007 in Italia sono state infatti riciclate 2.800.000 tonnellate di carta e cartone, evitando così il ricorso a ben 22 discariche, per non parlare degli alberi salvati. Ma sapendo che la Germania ne ricicla esattamente il doppio, orsù, mettiamoci d'impegno a convincere distinti signori e commercianti che lasciano in giro le scatole, colleghi d'ufficio che buttano tutto nello stesso cestino e maestri di scuola che si dimostrano insensibili: dove non basta lo spirito civico, si può far leva su quello di quello di competizione, no?
Se in Australia la migrazione delle balene fornisce ai whale watchers migliaia di avvistamenti, nel nostro piccolo Mar Ligure non ci possiamo lamentare: almeno una ventina di delfini - stenelle striate, per la precisione - sono il bottino di una delle "gite" organizzate dall'Acquario di Genova nel Santuario dei Cetacei, a cui ho partecipato. Le escursioni, della durata di cinque ore, partono dal molo vicino all'Acquario: chi viene da fuori può così passare l'intera giornata osservando la fauna marina, in cattività ma anche nel suo ambiente naturale. E, lasciatemelo dire, vedere un branco di delfini che insegue e affianca la motonave, che salta e gioca a pelo d'acqua, osservando gli umani che li osservano, è uno spettacolo che merita: anche chi non ama eccessivamente le emozioni preconfezionate rinuncerà alla diffidenza, chè l'attimo di batticuore è autentico. L'escursione non è economica, è vero, soprattutto se ad andarci è tutta una famiglia, ma in un centro commerciale si finirebbe per spendere ben di più. Non sembri peregrino l'accostamento: chi fa di mestiere l'educatore nota che i bambini, oggi, sono davvero disabituati a divertimenti meno cittadini e tristi dello shopping. Sembra un luogo comune, ma quando ci si trova di fronte a ragazzini la cui principale preoccupazione è quella di non sporcarsi scarpe o maglietta firmate, ci si rende conto con tristezza della limitatezza degli orizzonti infantili. Naturalmente, l'alternativa migliore e più economica/logica sarebbe esattamente quella di portare i figli su un prato ogni volta che si può, ma a mio parere anche un' esperienza come questa offerta dall'Acquario è un momento di contatto con la natura che non può che allargare la mente e suscitare emozioni importanti. L'avvistamento è preceduto da una bella spiegazione ad opera del biologo che accompagna ogni spedizionee tutti - me compresa, ovviamente - si meravigliano di quanto poco sappiamo su questi animali: anche la scienza, però, non ne sa ancora molto e avvistamenti e gite fanno anche parte di un progetto di catalogazione e studio finalizzato appunto a migliorare la nostra conoscenza dei mammiferi marini. Elenco degli avvistamenti di quest'anno, approfondimenti e indicazioni li trovate qui, mentre ulteriori informazioni sull'iniziativa e il suo contesto sono anche sul nostro sito, a questa pagina
Guardo sempre le etichette, non solo dei cibi, ma anche dei vestiti: chè molti filati sintetici non li sopporto e altri mi piacciono solo da vedere e non da indossare. Sono abbastanza informata, quindi, sui vari materiali, ma qualche tempo fa sono rimasta perplessa di fronte a un'etichetta che diceva "ramiè 50%" , e, un'altra volta, ho finito per decidere che sì, il filato di bambù era una bella idea ma chissà. E così, secondo Rita Imwinkelried e Nicoletta Pennati, mi sono probabilmente persa due buoni acquisti: il loro libro Ecoshopping, appena uscito per Sperling & Kupfer nella collana delle "guide allo spender bene", mi informa che il "Ramiè" è un filato molto robusto ricavato da un'ortica bianca indiana e che il bambù dà una fibra confortevole come il cotone ma cresce velocemente e con pochissima acqua, oltre a non aver bisogno di pesticidi e fertilizzanti.
L'esempio riguarda solo due fra le informazioni interessanti che il volume riesce a sintetizzare nelle brevi pagine di introduzione ad ogni capitolo - abbigliamento, bambino, casa, ufficio, viaggi, giardinaggio, energia, animali, igiene e pulizia - e nelle schede che presentano ogni azienda "in regola" con un concetto sostenibile di produzione e vendita: ma, fidatevi, le notizie sono tantissime e aggiungono una dimensione di preziosa conoscenza alla guida.
Da "Ecoshopping" emerge infatti anche il quadro di un settore non solo in espansione, ma anche grandemente creativo: c'è chi realizza borse ed accessori solo con pneumatici usati, chi effettua la raccolta di materie prima solo in modo sostenibile, chi realizza detergenti che sono biodegradabili in soli tre mesi, chi certifica dermatologicamente la sua lisciva, chi con il bambù ci fa anche i mobili, chi utilizza l'argilla verde per l'igiene di cani e gatti...
Se siete, come me, attratti dalle "novità di buon senso", nel volume troverete molte cose che fanno venir voglia di essere provate, tanto più che Rita e Nicoletta non si limitano a segnalarle, ma aggiungono consigli e spiegazioni. Il settore a cui fanno riferimento non è solo quello di nicchia del consumatore già consapevole, ma anche quello di aziende note e prodotti di più largo consumo che presentano caratteristiche positive per l'ambiente, oppure il mondo on-line a cui ci si può rivolgere per avere più dati e più idee. Una vita sostenibile, cosciente e informata senza rinunciare a molti lati piacevoli dell'esistenza, che si possono invece trasformare in altrettante "buone azioni": questa è la filosofia di "Ecoshopping" che, come si sa, trova questo blog completamente d'accordo.
Questa notizia è un comunicato stampa, e per ora mi limito a passarlo: se abitate nel ponente cittadino leggete con attenzione, ma se abitate altrove potreste comunque cominciare a far pratica di compostaggio. Riciclando la frazione umida dei rifiuti - scarti di cucina, soprattutto - si ottiene un ottimo fertilizzante: per chi ha il giardino risparmio e vantaggio sono notevoli, anche senza lo sconto Amiu - che ci piace molto come sostegno a una giusta pratica, ma che potrebbe essere molto più generoso verso chi si impegna Ma se avete guardato orripilati le vicende della monnezza napoletana, se non vi fidate più a mangiare mozzarella, visto che il compost è uno dei modi più efficaci e intelligenti per ridurre i rifiuti, non è difficile fare due più due e attivarsi da subito.
Sul blog di Federico Valerio, esimio ambientalista da sempre e grande sostenitore del compostaggio domestico, troverete anche le istruzioni per il compost da balcone, oltre a varie dritte su come procedere.
Ecco il comunicato dell'Amiu: Tutti coloro che vogliono conoscere i segreti per fare compostaggio
domestico e 'creare' concime sul proprio terrazzo o nel proprio giardino
possono scaricare il manuale edito da Italia Nostra dal sito
www.amiu.genova.it
Inoltre si ricorda che dal 18 giugno a Sestri Ponente e dal 19 giugno a
Pontedecimo, quartieri interessati al progetto sperimentale della raccolta
differenziata 'porta a porta', partiranno 6 corsi sul compostaggio
domestico, in cui verranno descritte le tecniche per trasformare gli scarti
vegetali in concime (i corsi sono aperti A TUTTI non solo agli abitanti dei
due quartieri). Inoltre per i cittadini di Pontedecimo e Sestri ponente sono
a disposizione un centinaio di compostiere in comodato gratuito.
I corsi per imparare a fare compostaggio domestico sono GRATUITI,saranno
curati da Italia Nostra e si svolgeranno secondo il seguente calendario:
Sestri Ponente (Sede Municipio VI, Via Sestri, 34) dalle 17.00 alle 18.30:
I corso Mercoledì 18 giugno e Giovedì 19 giugno
II corso Mercoledì 25 Giugno e Giovedì 26 giugno
III corso Mercoledì 2 luglio e Giovedì 3 luglio
Pontedecimo (Sede Municipio V, Via Guido Poli, 12) dalle 17.30 alle 19.00:
I corso Giovedì 19 giugno e Venerdì 20 giugno
II corso Giovedì 26 giugno e Venerdì 27 giugno
III corso Giovedì 03 luglio e Venerdì 04 luglio
Le iscrizioni ai corsi potranno avvenire chiamando lo 010 5578628 (per
Pontedecimo) e lo 0105576205 (per Sestri Ponente). Ad ogni corso potranno
partecipare al massimo 30 persone.
Tutte le famiglie che praticano il compostaggio domestico nel proprio
giardino o terrazzo piantumato, di dimensione non inferiore ai 15 metri
quadrati, potranno godere di una riduzione sulla tariffa dei rifiuti (TIA)
di 15 euro nel caso di famiglie di due o più componenti o 10 euro per i
nuclei composti da un unico residente. Per ottenere la riduzione gli
interessati dovranno sottoscrivere un'autocertificazione nella quale si
impegneranno a praticare in modo continuativo il compostaggio. La richiesta
di riduzione tariffaria per il 2008 dovrà essere presentata ENTRO IL 30
GIUGNO, utilizzando l'apposito modulo disponibile presso l'AMIU Point (via
XII Ottobre 112 r) o scaricabile dal sito www.amiu.genova.it