Chissà se fra i miei ventiquattro lettori e mezzo c'è qualcuno che conosce il significato della parola 'bryton' e di che lingua si tratti.
Allora, spieghiamo che 'bryton' in antico ligure significa 'birra', ovvero una bevanda fatta di acqua, orzo e, attenzione attenzione, luppolo. Già, perché noi diamo per scontato che la birra sia fatta anche con il luppolo, come diamo per scontato che i primi a fare della birra luppolata, perfezionando una bevanda conosciuta già dagli Assiri e Babilonesi, siano stati i monaci della Boemia nel XIII secolo dC.
E invece no. Recenti scavi archeologici effettuati nella zona di Pombia, in provincia di Novara, anticamente abitata da genti liguri, hanno portato alla luce un bicchiere del VII secolo aC contenente residui rossastri di una bevanda fatta appunto con orzo e luppolo. Con ciò, il primato della birra con luppolo passerebbe decisamente nelle mani dei Liguri, che fabbricavano questa bevanda per l'appunto già nel VII secolo aC.
Ma voi che mi leggete vi chiederete: com'è che il gufo saggio, invece di parlarci di localetti carini o di prodotti originali, ci tedia con improbabili lezioni di storia?
Il fatto è, cari lettori, che questa birra esiste e tutti noi la possiamo gustare tranquillamente ed in santa pace.
Prendendo spunto da quella scoperta archeologica il birrificio artigianale Bryton, che ha sede a Genova in vico Bottai 6r, ha ricostruito quel tipo di bevanda. Ne è venuta fuori una birra rosso-ambrata, dal sapore persistente, che fa 5,8 gradi alcolemici. Il vostro gufo l'ha scoperta gironzolando sul suo gufo scooter alla Festa Democratica Nazionale appena conclusa al Porto Antico di Genova ed è stato un incontro sorprendentemente piacevole.