Al balletto delle notizie sui fattori positivi e negativi dell'alimentazione, su vizi e virtù dei generi alimentari più disparati, siamo abituati. Questo fa bene, questo fa male, questo rende dipendenti, quest'altro in piccole quantità non guasta, in dosi da cavallo è deleterio. E grazie.
Il cioccolato non scappa alla tradizione. L'ultima uscita sul prodotto del cacao riguarda un team di scienziati inglesi, che avrebbero scoperto il modo per affrancarsi dalla dipendenza da cioccolato. Si tratta di un inalatore (Le Whif) che abituerebbe l'organismo dei 'malati di cioccolato' a smettere. Sarà.
Non la pensa così Maria Adelaide Mazzucco, vera artista del cioccolato, conosciuta come Maide (di cui vi abbiamo parlato un po' di anni fa): «io ne mangio tre etti al giorno e sto benissimo. Il cioccolato è dolce, salato, liquido, solido. É la sintesi degli opposti. Quando lo mangiamo, ci riconciliamo con noi stessi».
Maide è, insieme da altri otto Maestri Cioccolatieri Liguri, tra i fondatori del Cioccolato Liguria Club, un'associazione nata per favorire la cultura e la formazione su questo alimento. Ecco gli altri nomi: c'è Alessandro Boccardo di Viganotti, Gianluca Ceresa della Pasticceria Mangini, Francesco Crocco di Pasticceria Poldo (che è anche presidente del club), Massimo Ferrante di Pasticceria Ferrante, Giorgio Gitler di Pasticceria Lida, Calogero La Iacona di Pasticceria La Iacona, Francesco Liotta ed Enrica Musante di Cioccolato Buffa, Pierina Robbiano e Giovanni Dapino di Pasticceria Robbiano.
Un club, dunque, aperto a professionisti e appassionati. I primi potranno approfondire a specializzarsi in un settore in cui c'è tantissima richiesta: «sia nel settore alberghiero, che in quello crocieristico, così come nei laboratori e nei ristoranti e nelle industrie, il cioccolatiere è una figura sempre più richiesta – dice Francesco Crocco, conosciuto da tutti come 'Poldo' - si occupa di prodotti a breve o lunga scadenza, ma anche di scenografie e presentazioni». I cosiddetti 'dilettanti', amanti del cioccolato, che potranno capire un po' meglio il soggetto della propria passione (senza cadere in dipendenze, per carità...), attraverso corsi e incontri con i Maestri.
Il primo grande evento del club è fissato per il 6/7/8 novembre 2009 – presso il Palazzo della Borsa di Genova – quando si svolgerà una tre giorni con dimostrazioni e degustazioni, iniziative con professionisti.
«Genova ha una grande tradizione cioccolatiera – dice Virgilio Pronzati, giornalista ed esperto enogastronomo genovese – con Firenze, Torino e Venezia può essere considerata tra le repubbliche dei sapori e dei saperi sulla cultura della tavola». Basta pensare a Romanengo, attivo fin dal 1700, e Viganotti, dalla fine del 1800». Non solo: «il vero artefice dell'industria del cioccolato in Svizzera, lavorò proprio da Romanengo e da Caffarel». Insomma, il nostro porto anche in questo campo ha stimolato un sapere costruito su materie provenienti dal lontano. «Come è successo per altri prodotti provenienti dal nuovo mondo – prosegue Pronzati – il cioccolato ha completamente cambiato il nostro modo di mangiare».
E se pensate che il cioccolato sia roba da dessert, vi sbagliate. Ormai attraversa trasversalmente il menù, dall'antipasto, ai primi e a i secondi. Vi dico solo che io ho assaggiato un grissino ricoperto di cioccolato fondente con acciughe, capperi e rosmarino. Ma c'erano anche pomodori essiccati, petali di rosa, sali provenienti da ogni angolo del mondo.
C'è da sbizzarrirsi.
Dopo Pasqua vi abbiamo consigliato cosa fare delle uova avanzate. Ora rilanciamo: quale cioccolato vi piace di più? Come e quando lo mangiate?
Dai, lo sappiamo che siete viziosi...