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Oggi vi portiamo fuori dai tradizionali percorsi del centro storico, ma ne vale la pena. D'altronde, chi di voi non è mai stato all'Irish pub di Quinto? Sono infatti vent'anni che in via Bolzano, piccola traversa del rettilineo sull'Aurelia, si servono boccali su boccali: l'Irish è a tutti gli effetti uno dei locali storici cittadini ed un acclamato piccolo paradiso per gli amanti della birra.
Se sono anni che non ci tornate, niente paura, tutto è rimasto come prima: ambiente sobrio, il bellissimo bancone di legno, semplici tavoli con panche, sottofondo piacevole di acid jazz a volume minimo. In compenso non c'è più il "mitico" metro di birra, ed è stato abolito anche il boccale da litro: una scelta per premiare chi ama degustare a giuste dosi e non chi con la birra ci si ingozza.
A scorrere i cartellini sull'impianto alla spina brillano gli occhi: Pilsner Urquell, Blanche de Namur, HB Weisse, Mc Chouffe, Triple Karmeliet, Kwak, Oyster Stout, Gordon Gold, Golden Pride e Pietra. Quelle in bottiglia non possiamo enumerarvele: sono 180, leggasi cento-ottanta.
Sono birre non banali: ad esempio la chiara di base non è la classica lager, ma una delle migliori pilsen in commercio, stesso discorso per la bianca o la stout, dove la Namur e la Oyster prendono il posto delle classiche Hoegaarden e Guinness. Tutte sono spillate con molta attenzione, e in bocca risultano meno gasate che al solito.
Il menu è una piccola enciclopedia del bere birra, con tanto di glossario e di - apprezzatissimi - consigli di abbinamento per ogni piatto. L'offerta comprende, oltre a panini e piadine, piatti stuzzicanti come la Zuppa di birra e fagioli rossi, o la Fonduta.
Le birre sono servite o nei loro calici o comunque in bicchieri adatti al tipo di birra, in tre misure: piccola, media (40 cl) e pinta (56 cl), i prezzi sono nella norma, da 2.50 a 4.50 Eu.
Ogni tanto vengono organizzate serate a tema, e il tazebao fotografico all'ingresso testimonia le ospitate di alcuni dei principale maître brasseur d'Europa.
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