Cultura, politica, tecnologia. Questi i temi su cui si concentra maggiormente l'attenzione del compositore, performer e regista Andrea Liberovici quando lo incontro per un caffè a Palazzo Ducale. Avremmo dovuto parlare di www.liberovici.it, il suo nuovissimo sito internet, ma da artista eclettico qual è, Andrea passa con naturalezza da un argomento all’altro.
Noto subito che la politica lo appassiona in modo particolare. Tanto che all'interno del suo neonato spazio virtuale, accanto alle pagine dedicate ai suoi lavori – dagli spettacoli alla musica, dal cinema agli eventi che lo riguardano – c’è un blog dedicato agli argomenti più svariati: i primi post titolano Squitieri e la mostra del cinema e Ratzinger a Genova. Andrea ce l’ha in particolare con la politica culturale del nostro paese. Scrive infatti: mi piacerebbe riflettere sulla totale assenza di idee rispetto alla cultura di questo paese.
«La sinistra sta portando avanti la politica del facciamoci notare», spiega Liberovici, «Veltroni si fa fotografare al bar accanto a George Clooney, ma forse non si è accorto che negli ultimi quindici anni l’Italia è cambiata: trasmissioni come Il Grande Fratello e Amici hanno legittimato il fatto che tutti possiamo essere delle star. Il politico che abbraccia il divo hollywoodiano provoca solo invidia. Insomma, lo stile radical-chic non rappresenta più gli italiani».
E come vanno le cose nel capoluogo ligure? «Genova è una città splendida, ricca di cultura e di realtà che promuovono il volontariato. Anche la scena teatrale e quella delle arti visive sono ricche di iniziativa. Basta saperle intercettare. Insomma, le notti bianche non bastano a far emergere il modello Genova. Mi sembra che qualcosa si stia muovendo e tra qualche anno potremo commentare il lavoro dell’amministrazione».
Liberovici parla da vero politico, ma per ora preferisce dedicarsi all’arte: «l’unica politica che mi interessa è quella che crea un valore e mette in moto processi importanti».
Ma torniamo all’arte: sull’home page del suo sito, Andrea propone un assaggio di Postcards from Faust, il suo nuovo lavoro: «si tratta di sei cartoline di 90 secondi ciascuna. I video, che sono andati in onda all’interno della trasmissione Chi è di scena?, raccontano il mito del Faust attraverso il linguaggio del suono e delle immagini». Il progetto diventerà prossimamente uno spettacolo teatrale prodotto da Franco Laera, che è anche il produttore del regista e drammaturgo statunitense Bob Wilson, in collaborazione con alcuni teatri genovesi: «lo spettacolo si chiamerà Faust in the box. Il protagonista del famoso racconto popolare tedesco che ispirò Goethe rappresenta il modello culturale dell’uomo contemporaneo, che cerca la felicità al di fuori di sé, fagocitando tutto ciò che incontra e senza essere mai soddisfatto. Oggi siamo un po’ tutti dei piccoli Faust».
Molti i progetti artistici di Andrea Liberovici per l’immediato futuro. Il prossimo 27 ottobre, in occasione dell’inaugurazione della stagione del Teatro di Venezia, un’installazione e un video dedicati ad Eleonora Duse. In collaborazione con il Teatro del Suono, Liberovici trasformerà la Commenda di Pré in un museo virtuale sul medioevo, per valorizzare lo spazio attraverso proiezioni, suoni e luci.
Il 4 novembre, al Teatro del Falcone, una mostra sulla Prima Guerra Mondiale con video e installazioni: «la voce di Umberto Orsini racconterà la storia dei personaggi più famosi della Grande Guerra; alcuni giovani attori narreranno le vicende dei soldati semplici».
Last but not least, è prevista per la fine di novembre 2008 la seconda edizione del Digifestival: «a Palazzo Ducale, incontri e spettacoli dedicati alla danza e alle tecnologie. I giovani vincitori di una borsa di studio potranno realizzare un pezzo di 15 minuti per i danzatori, utilizzando sistemi interattivi».
Ovviamente troverete tutti gli aggiornamenti su www.liberovici.it: «vorrei che questa mia pagina virtuale diventasse un punto di aggregazione e di scambio di idee per una nuova comunità di genovesi interessata alla cultura, all’arte, alle tecnologie».