Crossover/s, mostra di Miroslaw Balka

Hangar Bicocca

Via Chiese, 2

Milano

02 66111573

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Descrizione

Crossover/s è la prima retrospettiva italiana di Miroslaw Balka, artista tra i più rilevanti degli ultimi trent’anni che pone al centro del suo lavoro l’indagine sull’esistenza e la natura dell’uomo e sulla memoria individuale e collettiva.

Attraverso una riflessione sulla storia dell'Europa e della Polonia, dove l'artista è nato, vive e lavora, Balka prende spunto da elementi ed eventi della propria biografia per realizzare opere che affrontano temi universali con grande potenza evocativa.

La mostra, a cura di Vicente Todolí, raccoglie quindici lavori iconici, tra sculture, installazioni e video, realizzati da Balka dagli anni Novanta a oggi, oltre a una nuova produzione, Holding the Horizon (2016), video concepito appositamente per il progetto espositivo di Pirelli HangarBicocca.

L'inizio dell'attività di Miroslaw Balka (Varsavia, 1958) risale alla metà degli anni Ottanta, periodo nel quale l'artista realizza sculture figurative legate alla propria storia personale e al contesto storicopolitico della Polonia del secondo dopoguerra. Agli inizi degli anni Novanta Balka abbandona le forme antropomorfe per realizzare opere che rappresentano oggetti simbolici quali letti, pedane e fontane, che alludono alla presenza umana senza mai raffigurarla. Balka concepisce questi lavori anche attraverso l’uso di materiali comuni quali legno, sale, cenere, sapone, cemento e acciaio, utilizzando spesso come unità di misura le dimensioni del proprio corpo, esplicitate nei titoli delle opere. Le proporzioni mettono in relazione diretta la figura umana con lo spazio, lo sguardo, l’esperienza e la memoria.

La mostra Crossover/s, concepita per lo spazio delle Navate di Pirelli HangarBicocca, intende approfondire e portare all’attenzione del pubblico questo successivo periodo di ricerca e produzione dell’artista in un percorso immersivo, caratterizzato da incroci fisici, simbolici e temporali, dove anche la luce e l’oscurità assumono un ruolo centrale e in cui lo spettatore prende coscienza della propria presenza e funzione nello spazio. Balka afferma infatti che «è importante ricordare al visitatore che egli non è soltanto occhi, ma anche corpo che cammina nello spazio».