Il film Dopo Mezzanotte piace. È stato applaudito al Festival di Berlino, un po' una garanzia di qualità, e ora è nelle sale italiane. Il regista Davide Ferrario è venuto a Genova per presentarlo alla stampa. L'abbiamo intervistato al mentelocale cafè, durante l'incontro organizzato da .
Com'è nata l'idea di questo film?
È stato un flash. Mi sono alzato al mattino, ho visto la Mole ed è nata l'idea. Poi ho pensato ad un guardiano notturno come protagonista. Tutto è cominciato senza una sceneggiatura precisa, solo qualche indicazione, un canovaccio su cui lavorare, insieme agli attori. Amo Torino, ce l'avevo lì, davanti ai miei occhi. Erano anni che non facevo un lungometraggio, cercavo una storia bella e poco costosa, volevo autoprodurmi.
Il film è stato comprato anche all'estero, in Europa e negli Usa: cos'è che lo rende esportabile?
Il fatto che è un prodotto artigianale, qualcosa fuori dagli schemi. Un qualcosa da esportare proprio come si fa col vino, le scarpe. Noi siamo un popolo di creativi, all'estero siamo apprezzati per l'originalità. Il cinema italiano è troppo influenzato dalla tv: si deve partire da temi forti, le facce di registi e attori sono sempre quelle. Credo che la carta vincente sia quella di non avere formule, di seguire l'ispirazione.
Perché la scelta di usare pochi dialoghi, far parlare le immagini, usare una voce fuori campo?
Perché a questo mondo si parla troppo. Io sono contro le parole. La nostra è una società che ha bisogno del casino intorno, che ha paura del silenzio. È un messaggio in cui credo: parliamo meno, parliamo quando serve. Mi piace Martino perché sta solo e non ha bisogno di troppe parole. Però qualcosa gli manca, l'amore appunto. Quando si dichiara alla ragazza lo fa attraverso le immagini, attraverso un film. È una scena molto intensa in cui è la magia del cinema la protagonista. C'è una narrazione che l'avvolge tutta, nonostante sia assolutamente priva di parole.
Qual è la sua visione del cinema? È come quella di Martino?
Si, condivido il suo modo di rapportarsi al cinema. Niente intellettualismo, citazioni, grandi nomi. Non importa chi ha girato un film, chi ci ha recitato. Importa il film in sé, il cinema in sé, toccare le pellicole. Questa è una storia d'amore, perché non si può fare un film senza l'amore. Poi però c'è un elemento di originalità, il cinema appunto.
Qualche anticipazione su "Se devi essere sincero" con Luciana Littizzetto?
Lo abbiamo quasi finito di girare. È un giallo umoristico, una commedia con il morto, com'è stato felicemente definito. La Littizzetto farà ridere ma senza "fare la Littizzetto", cercando cioè di uscire dal suo solito personaggio. Al contrario di "Dopo Mezzanotte", sarà un film tradizionale, con sceneggiatura definita, grande cast, grande budget e tutto quanto. Ma mi va bene, mi piace variare.