Lasciar libero sfogo alla creatività dei bambini, secondo l'insegnamento di
Bruno Munari, il grafico che iniziò a scrivere un libro per suo figlio e finì per diventare un illustratore per l'infanzia noto in tutto il mondo. La mostra
Biennale Bambini, organizzata da
Alberto Cerchi e
Coca Frigerio dell'
Associazione Artegioco, è un esempio concreto di come l'interazione tra adulti e bambini possa stimolare la vena creativa di questi ultimi e produrre opere pregevoli. Il progetto, coordinato dall'associazione
I Munariani, ha coivolto più di trenta scuole e collezionato opere di bambini compresi tra l'asilo nido e le elementari. L'allestimento resterà aperto al pubblico nel Chiostro della
Chiesa di Santa Maria di Castello fino a
domenica 6 giugno.
Alberto e Coca sono operatori didattici esperti in metodologie creative. Il loro compito è quello elaborare progetti e presentarli alle scuole. Il più delle volte interagiscono con gli insegnanti, spiegando loro i metodi e gli strumenti con cui si può incanalare l'energia dei fanciulli in qualcosa di sensato e - se si vuole - artistico.
«In effetti - mi spiega Alberto passeggiando tra i pannelli espositivi - in molte di queste composizioni si ritrovano elementi presenti anche in artisti adulti e molto noti, come
Matisse o
Mirò. Forse a loro non interessava il discorso legato all'infanzia, ma è comunque interessante notare la somiglianza di alcuni tratti». L'argomento della mostra è
la città e il suo rapporto con l'architettura, il mare, i colori. La mostra è divisa in due sezioni, una ospita opere fatte dagli insegnanti, l'altra quelle dei bambini. Nelle gallerie del chiostro campeggia il cartone, elemento pricipe delle scenografie, ma anche di molte opere. Come mai? Chiedo ad Alberto: «Il cartone è un materiale estremamente versatile, leggero, molto tattile, è facile da usare e abitua i bambini al contatto fisico con gli oggetti».
Le opere degli adulti sono soprattutto riproduzioni di elementi architettonici della città, fatte sempre con cartone. C'è il
Castello d'Albertis, c'è un particolare della cattedrale di
San Lorenzo. Nelle opere dei bambini, invece, domina il tema delle case, colorate, abbarbicate una sull'altra, affacciate sul mare, strette, lunghe. Insomma, il tipico scorcio da centro storico genovese. Le tecniche con cui sono dipinte le case variano: c'è l'acquarello, l'acrilico, il collage. L'allestimento è stato fatto da Alberto, che ha messo insieme tutto il materiale arrivato dalle scuole.
Ma non ci sono solo case. Bellissime le faccine composte con materiale di passamaneria, sullo stile di quelle fatte da
Enrico Bai.
Venerdì 4 inaugura
Animali e piccoli habitat un'altra mostra artistica per bambini, alla
Citta dei bambini
Nella foto: le case di Genova, fatte con cartone e colori