Siamo arrivati all'ultimo appuntamento della fortunata serie I Nobel tra letteratura e teatro. Una conferenza stampa fiume, con un José Saramago quanto mai loquace e in vena di discutere di qualsiasi argomento, ha introdotto i due spettacoli che trarranno spunto dalle opere dello scrittore portoghese.
Si inizia stasera - lunedì 24 maggio - al : Ernesto Franco intervista Saramago. A seguire Fabio De Luigi leggerà alcuni brani di Embargo, storia fantastica ambientata in un paese immaginario messo sotto embargo petrolifero, in cui il protagonista ha grossi problemi con la propria macchina, che ha "fame di benzina". La lettura sarà accompagnata dalle musiche della Banda Osiris.
Da martedì 25 a venerdì 28, invece, Gallione ha organizzato una versione scenica di Riflusso, altro racconto di Saramago letto da Rosanna Naddeo in una location del tutto inedita. «È la prima volta in Italia - dice il regista del Modena - che un cimitero (il Cimitero Monumentale di Staglieno) accoglie uno spettacolo teatrale». Gli spettatori saranno condotti in una specie di visita lungo i corridoi del cimitero che portano alla scena delo spettacolo. Poesie dello scrittore sono scritte su enormi libri lungo tutto il tragitto: «come se i versi di Saramago fossero entrati diffondendosi in tutto il cimitero», continua Gallione. «Lo spettacolo avrà luogo in una zona appartata e poco frequentata di Staglieno. La scenografia, iperstilizzata, è fatta di rami di nocciolo che formano un arco di trionfo. L'allestimento di Marcello Chiarezza rende il luogo decisamente metafisico». L'appuntamento è alle 20.15 davanti al cimitero, alle 21 inizia lo spettacolo.
José Saramago dice di essere rimasto un po' sorpreso quando ha saputo che Riflusso sarebbe stato letto in un cimitero: «ma poi ho capito che era il posto più appropriato». Protagonista del racconto è un re ossessionato dalla morte. Costui fa costruire un cimitero nel centro del regno per concentrare e isolare l'immaginario del trapasso in un luogo unico. Ben presto la gente si stufa di fare un sacco di strada per seppellire i propri morti. Sorge una città intorno al cimitero, poi cominciano le sepolture clandestine. La morale è che non si può separare la vita dalla morte, e che i vivi devono portare il ricordo dei morti.
José è un vulcano. Il suo ultimo libro - Saggio sulla lucidità - è una storia drammatica e molto attuale. In un paese immaginario vengono indette le elezioni. Il 73% vota scheda bianca. I vertici politici cadono. Si ipotizza una cospirazione terroristica. Segue una dura repressione e un finale in tragedia. In Portogallo ne sono state vendute 100.000 in un solo mese e si è scatenato un putiferio "ridicolo", secondo Saramago. «Sono stato accusato anche di voler abbattere la democrazia». Già, la democrazia. «Ormai il problema non è quello di capire se la nostra democrazia è malata, ma se c'è una democrazia oppure no. I poteri che governano la nostra vita non sono democratici. Non è democratico il Fondo Monetario Internazionale (FMI), l'Organizzazione Mondiale per il Commercio (OMC), e neanche la Banca Mondiale. Oggi i governi confezionano le leggi per agevolare i poteri economici». Domande a ripetizione, e lui non si ferma mai. E la guerra? «Sulla guerra si è detto tutto, si è visto tutto. Ma sono state dette molte menzogne, come quella delle armi di distruzione di massa. Quello che sta succedendo in Iraq è una vergogna, ma lo stesso succede da 30 anni in Palestina, dove il popolo palestinese è umiliato giorno per giorno, con la connivenza degli Stati Uniti. Tra le altre cose, Israele detiene la bomba atomica. Non è un'arma di distruzione di massa?».
Lo scrittore ci lascia con un annuncio. «Esiste una Fondazione dedicata a Luca Cascioni. Vi prego di fare delle ricerche e informarvi su questo ragazzo e la sua straordinaria opera. Si occupa più che altro di ricerca scientifica, in particolare sulle cellule staminali. In Italia, questo tipo di ricerca è stato ostacolato da politici retrivi e dalla Chiesa, ma è della massima importanza per far stare un po' meglio chi conduce una vita da vegetale». Luca, 33 anni, ex docente universitario, è affetto da sclerosi amiotrofica laterale. Organizza convegni e dibattiti sul tema della ricerca sulle cellule staminali e, nonostante la sventura, non gli è affatto passata la voglia di combattere contro la malattia, contro l'ignoranza. «Papa Giovanni Paolo II si è affrettato a canonizzare più di quattrocento nuovi santi - conclude Saramago - io propongo che canonizzi anche Luca, mentre è ancora vivo. È un esempio di coraggio per tutti».