Una mostra senza oggetti, un percorso interattivo e multimediale attraverso suoni, immagini e idee. Un viaggio che parte dal passato e si proietta nel futuro, portando il visitatore dal basso in alto, in un edificio che una volta conteneva le granaglie. La mostra
Genova del saper fare, allestita nei
Magazzini dell'Abbondanza di via del molo, aprirà al pubblico
domenica 25 aprile.
È stata un'impresa collettiva. Alla presentazione tutti, dal curatore della mostra
Paride Rugafiori, a
Marta Vincenzi, da
Anna Castellano di Palazzo Ducale a
Enrico Da Molo di Genova 2004, sottolineano lo sforzo comune che si è fatto per organizzare la mostra. In una città solitamente chiusa ed individualistica, spesso accusata di non "non saper fare sistema", l'impresa è ancora più eclatante.
La mostra attira e coinvolge. Con una formula molto innovativa, per certi versi coraggiosa, si è cercato - fatto del tutto originale anche rispetto ad altre città italiane più abituate alla sperimentazione culturale - di rappresentare un concetto: il saper fare. E come si fa? Si prendono le caratteristiche tipiche della nostra città: il porto, il mare, le imprese, i lavoratori, lo sviluppo, e si cerca di spiegarle, senza bacheche, senza reperti messi sotto vetro.
«Con questa iniziativa - dice Enrico Da Molo -
Genova è riuscita a parlare al mondo parlando di sé stessa». Sì perché non si tratta di un'autocelebrazione locale. Le immagini e i filmati sono indubbiamente legati al nostra territorio, ma i temi sono universali: il rapporto tra città e porto, il ferro e l'acciaio, le imprese, la cooperazione, il rapporto tra passato e presente, le incognite del futuro.
«
Genova del saper fare si inserisce nel lungo viaggio del 2004, ed è a sua volta un percorso, afferma Marta Vincenzi. Si può dire che sia
un viaggio nel viaggio. E siccome Genova è sempre stata un grande laboratorio di ricerca e approfondimento (e questa mostra vuol essere altrettanto) si può dire che è
un laboratorio nel laboratorio».
Uno spazio "pesante"(un ex magazzino), per usare parole della Vincenzi, è stato allestito con un tecnologia "leggera"; nove sale allestite con meccanismi multimediali che si attivano quando il visitatore tocca una corda o una manovella, o filmati corredati da "effetti speciali" che coinvolgono il visitatore con più sensi. Il risultato è decisamente positivo: i Magazzini dell'Abbondanza, dal 25 aprile, diventano senza dubbio una tappa da non perdere. Anche (forse soprattutto) i genovesi riceveranno piacevoli soprese.
Leggi il percorso completo della mostra
Tra gli sponsor figurano molte imprese che hanno fatto la storia della nostra città. Il
Gruppo Finmeccanica, l'
Ansaldo con le sue diramazioni di
AnsaldoBreda, Andaldo Energia e
Ansaldo Signal, infine la
ERG. Tutte imprese che, oltre ad essere sostenitrici della mostra, ne sono anche protagoniste.
Nella foto: la conferenza stampa di presentazione della mostra, da sinistra Paride Rugafiori, Marta Vincenzi, Anna Catellano, Enrico Da Molo