Giovedì 8 aprile alle 18.00, nel Salone del Centre Culturel Français, verrà inaugurata una mostra fotografica dedicata alla Città della Cultura 2004.
Ma non sto parlando di Genova. Mi riferisco a Lille, splendida città francese che, quest'anno, condivide con la Superba lo scettro di regina della Cultura Europea.
«Ma molta gente ancora non lo sa», lamenta , giovane fotografo genovese autore delle cinquanta foto esposte in via Garibaldi 20. «Con questa mostra, organizzata e curata da In Arte Workshop Porto Antico, voglio far conoscere ai genovesi l'identità architettonica, sociale e organizzativa di Lille, insieme alle manifestazioni che la città condivide con Genova».
Matteo ha infatti partecipato, lo scorso 6 marzo, alla seconda sezione dei festeggiamenti per il 2004. La prima sezione ha avuto inizio nel dicembre del 2003.
«Le differenze con Genova sono moltissime: Lille è intervenuta sull'arte - soprattutto contemporanea - dando anche spazio all'avanguardia con numerose installazioni e gallerie d'arte. E poi molti sono i concerti organizzati fuori dal centro cittadino». Come quello di Wazemmes, che ha unito la musica dell'Orchestra Nazionale di Lille a quella giamaicana.
Insomma, un vero e proprio maquillage sulla città. Un lavoro strutturale ben diverso da quello che ha coinvolto Genova: «che ancora resta troppo legata alle tradizioni».
Matteo ha trovato da solo gli sponsor che sosterranno la sua mostra fotografica: «Un po' una provocazione, questa. Non è stato facile trovare uno spazio, anche perché nessuno sa cosa succede a Lille. Il Centre Culturel Français ha accolto volentieri l'iniziativa che ospiterà, tra l'altro, alcune delegazioni provenienti dalla Francia».
Nel corso della visita alla mostra Lille à Gênes 2004, aperta fino al 15 maggio, sarà possibile assistere a una video proiezione della durata di 15 minuti: un documentario di presentazione di Lille e della sua vita sociale, con un occhio alle installazioni e agli eventi del 2004. Le riprese sono state fatte da Stefano Chiantera di In Arte; Matteo ha curato il montaggio.
Le foto, a colori, costituiscono un interessante reportage «con un pizzico di interpretazione personale», conclude il fotografo. E sono tutte in vendita.
Nelle foto: in alto Hospice comtesse rue de la monnaie In basso: Place de la gare