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Ma la conosciamo davvero questa città? Magari facciamo gli stessi percorsi, ogni giorno, da anni. Vediamo i palazzi, gli scorci, le vie. Ma la prospettiva è sempre la stessa, non ci facciamo più nemmeno caso. Poi ristrutturano via Garibaldi ed è come se qualcuno ci avesse tolto la nebbia dagli occhi: un'immagine nuova e inaspettata di Genova che torna ai suoi cittadini.
Martedì 30, in una sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, Clario Di Fabio, direttore della Galleria di Palazzo Bianco e del Museo di Sant'Agostino e Ennio Poleggi, docente della Facoltà di Architettura, hanno tenuto una conferenza in merito, intitolata L'invenzione dei Rolli e il nuovo polo museale di Strada Nuova.
Allora ci siamo. Il 7 maggio (data quasi certa), si inaugura il polo museale di via Garibaldi, la strada più aristocratica della città, nata per essere la più privata, destinata a diventare la più pubblica. I palazzi erano in origine dimore di nobili e borghesi, poi luoghi d'amministrazione, oggi centri di cultura. Il cittadino comune potrà finalmente godersi cortili, giardini, terrazzi e gettare lo sguardo su "ciò che gli è ben noto" da un punto di vista nuovo, anzi, molto antico ma poco conosciuto, perché riservato a pochi fortunati.
Nel 2000, inaspettatamente, si decide di destinare il piano nobile di Palazzo Tursi alla cultura. Alcuni uffici dell'amministrazione vengono "sfrattati" per lasciar spazio all'arte. Un progetto moderno, molto apprezzato per il suo carattere innovativo. Cambia l'ottica urbanistica, il modo di percepire e concepire la zona: non si tratta più solo di una strada ma di un vero e proprio quartiere, con la chiesa e la piazza.
Il progetto ha voluto mettere in comunicazione Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e palazzo Tursi. Si tratta di un unico percorso culturale articolato in tre momenti, un complesso museale con un valore diverso e più alto rispetto alle singole parti di cui è composto.
Per quanto riguarda Palazzo Rosso, il corpo di fabbrica principale è rimasto inalterato. Le sue dipendenze sono state invece recuperate e trasformate in sezione nuove che ospitano stampe, collezioni tipografiche e un centro di documentazione sull'arte e la storia di Genova aperto a tutti coloro vogliano fare ricerca, anche ai comuni cittadini.
Palazzo Bianco ospita la principale pinacoteca della regione che, per problemi di spazio, fino ad oggi era visibile solo in parte. Ma ammirare una collezione di opere che vanno da fine 400 fino al 1797 è come sfogliare un libro: perché il visitatore abbia un'idea completa della storia dell'arte di quel periodo, non deve mancare nessuna pagina, nessun tassello. La soluzione del problema è stata l'allargamento nelle sale di Palazzo Tursi.
Ed è ancora Palazzo Tursi che ospiterà dal 24 aprile al 5 settembre una mostra dal titolo La civiltà dei palazzi genovesi e l'invenzioni dei Rolli. Ma cosa sono i Rolli? Semplicemente cinque liste di case nobili da sorteggiare. Quando persone di riguardo arrivavano in città bisognava decidere chi avrebbe dovuto ospitarli e la cosa non doveva destare grande entusiasmo! Alla fine del 500 c'erano 150 abitazioni possibili che rappresentavano la spina dorsale dell'immagine della città vecchia.
Si è cercato di ricostruire attraverso i documenti e le testimonianze storiche l'aspetto originario dei palazzi e le trasformazioni che hanno subito nei secoli. Impresa ardua, dato che la maggior parte dei progetti sono andati perduti o non sono mai esistiti: spesso gli architetti non facevano disegni completi ma si limitavano a semplici schizzi. Una delle sale ospiterà un plastico in scala 1:100 che riproduce Strada Nuova esattamente com'era.
Un viaggio nel tempo, dunque, nella storia di quei personaggi che "hanno gettato su questi scogli ciò che hanno guadagnato andando per mare". Un'epopea, un sogno che si è concluso presto ma che ci ha lasciato molto.
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