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Ci racconta una barbarie che prova a motivare, se mai è possibile farlo, soffermandosi sulle testimonianze che ci parlano di una America che ha paura, un paese che si sente assediato e che cerca, nei suoi uomini della provincia estrema, i servi devoti per continuare la guerra la terrore che l'11 settembre ha modificato il corso del mondo e del nostro occidente, in un avamposto dove altro orrore viene perpetuato ogni giorno, con una agghiacciante precisione. Servi ubbidienti che non mettono in discussione gli ordini, uomini e donne degli stati più sperduti hanno accettato l'incarico di venire per un periodo limitato in questo inferno circondato di filo spinato e ne spiegano, provano a spiegarne le singole motivazioni.
E' un libro che suscita domande senza dare risposte ma proponendo scenari, aprendo finestre su possibili dubbi, sulle falle del diritto, sulla deriva a cui tutto quello che succede laggiù, in quella zona franca che fa parte di Cuba ma su cui Cuba, "i comunisti" come vengono chiamati con disprezzo da un soldato, non ha giurisdizione, potrà portarci.
Bonini è narratore e testimone, attento, preciso. Ha scritto un libro che si consegna alla storia, che dovrebbe essere letto da tutti, adottato come testo nelle scuole (tra l'altro corredato da una ricchissima appendice). Un documento pessimista, che fa ricordare lager di altri tempi, periodi oscuri e tremendi. Anche durante la Seconda Guerra Mondiale, lo ricordo da bambina si sussurrava che "tutti sapevano quello che succedeva in luoghi come Auschwitz". Io sono cresciuta pensando che si trattasse di un falso, di una eresia che gridava vendetta, mi sono sempre detta che, se tutti sapevano, se il mondo sapeva, tutti avrebbero fatto qualcosa, avrebbero impedito che l'Olocausto avvenisse. Eppure fare qualcosa non è semplice. Eppure c'è chi considera il Campo dall'aria "satura di polvere di calce e segatura, di fumi densi di bitume" come qualcosa di necessario nella non ben definita "Guerra al terrore" dichiarata da Bush a un nemico talmente difficile da definire che porta a simili aberranti distorsioni.
Nessuno potrà dire che il mondo era all'oscuro dell'esistenza di quello che è, a tutti gli effetti, un campo di concentramento, nonostante le rassicurazioni inquietanti di Rumsfeld. Di Guantanamo sappiamo, adesso anche di più grazie all'eccelso lavoro di Bonini che conclude il suo libro così "Prima o poi tutto questo dovrà finire. Non oggi né probabilmente domani. Ma intanto, forse, tutto ciò che possiamo fare è raccontare e ricordare quello di cui oggi siamo testimoni. Forse".
Leggete questo libro e fatelo leggere, è davvero importante.
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