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Tavolino Ikea Lak da catalogo
 

I 10 articoli Ikea imprescindibili

 
Ma come abbiamo fatto a vivere senza l’Ikea? Non solo gli studenti normali, persino Pietro Taricone la usa. Viaggio fra i must svedesi
 
   

     
05 gennaio 2001
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di
Giulio
Nepi
   
Quando, un anno fa, ci siamo decisi a fare la giornatona-Ikea, cioè dopo circa una settimana che campavamo col materasso sbattuto per terra e i libri impilati sul pavimento, una cosa ci è piaciuta subito appena arrivati laggiù a Campi: il manifesto della campagna pubblicitaria che ci sembrava sancire la nostra fresca libertà.
Ve lo ricordate? Una mamma nerboruta e incazzosa con tanto di mattarello in mano e una scritta che diceva più o meno "se hai deciso di andare a vivere da solo, dirlo a tua madre sarà la cosa che ti costerà di più". Meditammo a lungo sul modo di rubarlo per metterlo in ingresso, poi non se ne fece niente e il poster di Totò non ha ancora perso il posto.

Presa la consueta manciata di matitine in omaggio, iniziammo la prima di quella che in poco tempo sarebbe diventata l'attività più simbolica della nostra vita in comune. Ancora oggi, dopo più di un anno di convivenza, quando si supera uno scazzo, è naturale che poi si esca tutti insieme a ratificare la ritrovata armonia comprando qualcosa per la casa all'Ikea. Una sorta di calumet della pace svedese.

Col tempo si è delineata una top ten di aggeggi Ikea, che comprende prodotti scelti per la loro funzionalità (parametro utilità/prezzo) e altri scelti invece per il loro alto "valore Ikea", cioè le icone che negli ultimi anni hanno invaso le case italiane e che chiunque riconosce a prima vista negli appartamenti degli amici, simbolo carbonaro ma esibito che identifica "quelli che vanno all'Ikea".

Cominciamo con il mestolino giraspaghetti a forma di draghetto, compagno ideale della cucina studentesca. Tutti gli altri strumenti di cucina sono rigorosamente sconosciuti. Di alcuni neanche si capisce a cosa servono, ma il mestolino studiato apposta per cucinare l'unico piatto che lo studente medio si prepara (spaghetti aglio e olio) è necessario. Peraltro, volendo, gli si può abbinare la spazzola a forma di serpente, ma qui si entra nell'universo mai esplorato del lavaggio piatti ed è meglio soprassedere.

Fra tutti i letti presenti all'Ikea, l'oggetto dei desideri è senza ombra di dubbio Stora, cioè il letto soppalcato, per appagare finalmente i sogni infantili di una casa sull'albero (maledetta invidia nei confronti di Qui Quo Qua che ce l'avevano). Tenete però conto che condurre una vita sessuale intensa su uno di questi trespoli, espone i vicini ad un terribile cigolio. Prima o poi potrebbe arrivare il momento del collasso strutturale e una caduta di due metri vi potrebbe costringere ad un disastroso coitus interruptus.

Fra i più gettonati armadi, si segnala la scaffalatura Ivar provvista di apposita guaina di stoffa che la trasforma nel più economico dei porta-abiti. Fa un po' clochard, ma vabbè.

Una delle armi vincenti dell'Ikea è senza dubbio il mitico Sten, 45 mila lire per uno scaffale alto un metro e mezzo, con tre ripiani capaci di sostenere un quintale. Lo si può indifferentemente usare come scaffale, libreria, panchetto o mobile. Il legno è sinceramente di misera qualità e si scurisce se esposto al sole, ma, insomma, la sua polifunzionalità lo rende insostituibile.

Fra le altre cose segnalerei anche la mensolina Fabian, la più economica, dieci sacchi con le staffe già comprese, in grado di risolvere qualsiasi esubero di testi universitari.

E cosa dire di Flyt, ossia del portariviste in cartone che bisogna costruirsi come un origami? Appartiene di diritto, con il tavolino Lack, le candelette scaldavivande da 10 sacchi-100 candele e la tazza Bang all'immaginario collettivo e all'arredamento globalizzato proposto dalla multinazionale svedese.

Il tavolino Lack, in particolare, è salito agli onori della cronaca per aver fatto parte dell'arredamento della fintissima casa del Grande Fratello. E' uno degli oggetti che maggiormente generano leggende urbane: qualcuno dice che sia fatto di cerume pressato, altri che costa così poco perché la lavorazione viene fatta in posti in cui il diritto del lavoro è a sua volta una leggenda urbana.

Un ultimo cenno va speso per il piumone, una sana abitudine che un giorno - ne sono certo - cancellerà la tradizionale accoppiata lenzuolo-coperta. Il piumone è come il saccapelo: simbolo di libertà. Ti permette di ubriacarti la sera, risvegliarti col mal di testa a mille e rifare il letto con un semplice gesto barcollante.

A questo punto, dopo l'estenuante camminata per il negozio Ikea e il salasso alle casse (uscirete sicuramente con almeno cento cose che non vi servivano), non vi resta che assaggiare il più cattivo hot dog della storia degli insaccati.
Mamme col mattarello, tiè!
 
 
 
 
 
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Sten, lo scaffale proletario mentelocale 6.6% mentelocale
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Le candelette scaldavivande mentelocale 7.2% mentelocale
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Flyt il portariviste-origami mentelocale 5.3% mentelocale
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Ivar armadio mentelocale 3.9% mentelocale
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Il draghetto giraspaghetti mentelocale 11.8% mentelocale
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Stora, il letto a soppalco dei miei sogni mentelocale 28.9% mentelocale
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Lack, il tavolinetto colorato mentelocale 19.1% mentelocale
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Bang, la tazza da 1500 lire mentelocale 5.9% mentelocale
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Fabian, la mensola mentelocale 1.3% mentelocale
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Il piumone della libertà mentelocale 9.9% mentelocale
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