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Peter Greenway si sa, piace a pochi eletti. Però, "Il ventre dell'architetto" (1987), "Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante" (1996) "I racconti del cuscino" (1996) per molti di voi sono titoli noti. A ricordarli i sensi si accendono ancora e gli occhi ricordano, come fotogrammi impressi sulla retina, quella percezione che solo un film onirico può suscitare.
Quel regista pittore non si è perso. Anzi, come pronuncia Tulse Luper stesso, vuole "trovare le cose che la gente ha perso". Città, oggetti, persone, ricordi che escono dalle valigie: boccette di profumo, carta da parati imbrattata di sangue, rane, monetine, lettere d'amore degli amanti di Ventimiglia. La storia in 92 valigie, 92 come il numero atomico dell'uranio.
La storia di Tulse Henry Purcell Luper, nato a Newport nel 1911 è, infatti, la storia di questa scoperta diventando così la storia del XX secolo. Tulse Luper - ricercatore, collezionista, naturalista - ama "compilare liste", tracciare linee verticali in ogni paesaggio, uscire ed entrare dalle prigioni, perché ognuno di noi ha un proprio carcerario.
Tulse Luper, dai riccioli biondi, cerca città fantasma "dal gradevole odore di sporco come il seme, e dal gradevole sapore di grasso come il sangue".
Peter Greenway gioca, con l'intelligenza, con la tecnologia, con se stesso, citando i suoi film. Con la sensualità. Il membro maschile del protagonista, cosparso di cioccolata per poter essere vittima degli insetti e della donna che vuole assaggiarne il sapore, ne fanno una creatura poetica, uno spaventapasseri isolato in un deserto arido da cui arriva come un angelo. Giocano con lui a spogliarsi i personaggi che incontra nel suo viaggio. Gioca con quello che rimane del ricordo. Fate presto ad andare a vedere questo film prima che la valigia si chiuda.
Perché si sa la cultura ha sempre meno ha l'alternanza dello sguardo e della scelta. E un film così potrebbe non durare molto nelle sale. Il cinema America però fa parte di quelle realtà che ancora nei film ci crede. Se non li hanno finiti all'entrata troverete una breve scheda che forse renderà meno incomprensibile il viaggio nel film. O forse no. A volte non necessario capire tutto. Basta solo guardare.
Marina Giardina
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