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Cultura
barbara schiaffino
 

Schiaffino, editrice per gioco

 
Il 23 alle 18.00 Barbara e Andersen saranno alla Portoanticolibri. La rivista esce, a febbraio, con il numero 200. Una storia lunga 22 anni
 
   

     
22 gennaio 2004
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mentelocale di
Laura
Santini
   
Conoscere Barbara Schiaffino è conoscere la rivista Andersen. Il mondo dell'infanzia, un diffuso mensile che informa e racconta di libri, illustratori e in generale del mondo dell'editoria per ragazzi, fondato vent'anni fa da suo padre, Gualtiero Schiaffino. Prima di incontrare Barbara ho conosciuto Giovanna Cerruti, la sua mamma, eccellente maestra di scuola elementare (metodo Montessori) a Genova.
La rivista la conoscevo già ed incontrare Barbara è stato un po' come mettere il sonoro e l'animazione al giornale.

Il 23 gennaio alle 18.00 Barbara e Andersen saranno alla Portoanticolibri

Come è cominciato il tuo lavoro alla rivista?
Casa e redazione per molto tempo sono state la stessa cosa. Un tempo si impaginava con le strisce di carta, io ero una bambina e aiutavo.
Giocavo.
Tagliavo anch'io le mie strisce e impaginavo i miei giornali.
Da piccola giocavo a fare i giornali. Ora, da grande, continuo a giocare a fare il giornale, perché è una cosa che mi appagga e continua a divertirmi.
La rivista è la tua sorella maggiore?
Sì, anche se anagraficamente sono un po' più grande. L'ho vista nascere. Siamo cresciute insieme. Non ho cominciato subito a lavorarci. Però è stata una di casa fin da subito, letteralmente fatta in casa.
Forse non tutti sanno che, ogni anno dal 1998, ti sei inventata una chicca che accompagna la rivista I quaderni. Ci racconti questa impresa?
Sì è un'idea mia, di sei anni fa, quando ho cominciato a coordinare io la rivista. In quegli anni ho cominciato a conoscere molti personaggi del mondo dell'editoria per ragazzi. Ci conoscevamo da poco ma la mia curiosità era tanta e così la voglia di approfondire ha fatto nascere questo progetto: raccogliere in un quaderno i ricordi d'infanzia di tutti coloro che si occupano a vario titolo di libri per ragazzi e quindi scrittori/trici, illustratori/trici, giornalisti ecc. Il primo numero si intitola C'era una volta e in quell'occasione ho chiesto agli scrittori di ritrovare i loro primi temi e agli illustratori i loro primi disegni. Ha riscosso subito un incredibile successo e ogni anno ripropongo un tema per suscitare ricordi e storie particolari della loro infanzia.
Come si fa ad averli?
Arrivano agli abbonati alla rivista e si possono richiedere insieme all'abbonamento.
Com'è il mondo dell'editoria per ragazzi?
Senza retorica, ha delle dinamiche di intreccio tra le figure professionali molto familiari. Sarà forse che gli scrittori scrivono per diverse case editrici e creano dunque un collegamento tra di esse, invece che nutrire la competizione. Comunque, trovo che ci sia abbastanza affiatamento e spesso in questo ambiente circola affetto. Faccio un esempio emblematico. Nel gennaio 2003 la casa editrice Fatatrac ha subìto un incendio che l'ha lasciata senza neanche più un titolo. Ecco in quell'occasione c'è stata una sensibilizzazione e mobilitazione a livello generale che nel settore degli adulti non sarebbe pensabile.
Qual è il tuo rapporto con l'infanzia e i bambini?
Non ho nipoti, né cugini.
Solo adesso le mie amiche stanno cominciando a sfornare bimbi.
E' quindi un rapporto piuttosto mediato dalla mia infanzia. La sento tutt'ora molto vicina. Non sento un grande stacco. Ho ricordi molto belli e ricordo molto.
Quando incontro i bimbi di adesso provo un profondo rispetto per loro e li scopro sempre meno gruppo e sempre più individui con la loro singolarità. Mi viene in mente uno slogan: "Non un libro per tutti, ma ad ognuno il suo libro".
La Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna (quest'anno dal 14 al 17 aprile) so che per voi è un momento molto coinvolgente, ci racconti cosa fate?
E' l'apputnamento centrale dell'anno. La onoriamo con diverse iniziative e pubblicazioni speciali. Il quaderno è una di queste. E' un rito ormai che tutti attendono con impazienza. La rivista esce poi con un numero speciale con articoli di approfondimento dei fenomeni emergenti. Lavoriamo d'anticipo. e quindi la rivista è strumento di orientamento in Fiera. C'è poi l'Annuario che è la nostra rubrica degli indirizzi - ideato 20 anni fa - e dunque un tomo indispensabile per chiunque voglia entrare in questo mondo. In passato abbiamo organizzato eventi, soprattutto a carattere espositivo e convegnistico sugli illustratori.
Progetti?
Il mio grande progetto è la rivista. Così com'è adesso nella sua veste rinnovata, a cui siamo giunti con un lento lavoro di trasformazione e di restyling che nel 2000 è stato epocale con il passaggio al colore, e successivamente anche con un forte ampliamento dei collaboratori.
Andersen è anche online www.andersen.it, ha un suo ruolo?
Ha portato molti abbonamenti da privati, non addetti ai lavori. Questo è un po' il nostro obiettivo e la nostra filosofia: comunicare con un pubblico sempre più ampio.
 
 
 
 
 
 
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