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Sette è il numero di questo evento.
Promosso da Area - rivista di architettura e arti del progetto - dal dipartimento di Progettazione e Costruzione dell'Architettura della Facoltà di Architettura di Genova e dalla Presidenza della Facoltà medesima, è il convegno che ospita sette celeberrimi architetti ultrasettantenni. La loro presentazione è affidata a sette critici, esperti delle loro biografie e opere e (ancora) al dibattito assisteranno sette esperti di prim'ordine del mondo dell'arte e dell'architettura.
L'occasione è la presentazione del numero monografico di Area, dedicato all'opera dei sette nonni dell'architettura. I luoghi sono le sale Maestrale e Grecale, ai Magazzini del Cotone. La data è il 14 gennaio 2004. L'appuntamento dura una giornata intera, dalle 10.30 alle 20.30.
Si tratta di un evento unico e uno dei primi di Genova 2004. Le sette personalità, infatti, non si sono mai incontrate per un'occasione del genere. Andiamo ora ad elencarli: Oriol Bohigas, spagnolo; Peter Eisenman americano; Herman Hertzberger olandese; Oswald Mathias Ungers, tedesco; Alvaro Siza Vieira, portoghese; Paolo Portoghesi, italiano; Arata Isozaki, giapponese. Gli esperti di architettura non avranno più dubbi sul valore dei protagonisti.
Domanda spontanea, perché sette? E perché over 70?
La risposta è unica. I promotori hanno cercato di mettere insieme i personaggi che hanno cambiato il mondo dell'architettura dei nostri tempi, modificandone i concetti e creando nuove correnti di pensiero, con opere concrete, o con progetti e idee innovative. In altre parole, il think-tank è stato voluto per raccogliere i maestri contemporanei che hanno influenzato le generazioni successive dal punto di vista architettonico e culturale. Ebbene, i nomi che rispondevano a questi requisiti erano sette, né di più né di meno. Casualità, quindi nel numero degli invitati. Casualità - ma un po' meno - anche per ciò che riguarda l'età. I sette hanno - di fatto - tutti più di 70 anni. Ma non è tutto. La loro età ha permesso loro di vivere sulla loro pelle la crisi del moderno, e quindi li ha portati a sviluppare una via personale per uscirne. E qui sta un altro punto cardine del dibattito, ossia, la loro carriera è, sì, simbolo di una genialità individuale fuori dal comune, ma anche frutto della possibilità di una pluralità nella teoria architettonica. Un pluralismo che prima di loro non esisteva.
Per capire qual è stato l'apporto di ciascuno per lo sviluppo dell'architettura, si può dire in breve che: Bohigas è l'artefice della nuova Barcellona, oggetto di un restyling strutturale completato in occasione delle Olimpiadi del '92; Eisenman è il teorico del gruppo, architetto dell'utopia e della sperimentazione, al confine con la filosofia (ha collaborato persino con Jacques Derrida); Isozaki, è il simbolo dell'eclettismo, sempre eccezionale in tutti gli stili e le correnti che ha attraversato; Portoghesi è maestro nel trasmettere e mantenere il valore della storia nel progetto; Vieira è l'architetto mediterraneo per eccellenza, tutto "intonaco bianco e materiali poveri"; Ungers è la coerenza, il ragionamento, il rigore e cultura - basti pensare che la più grande biblioteca privata di architettura è di sua proprietà; Hertzberger è sinonimo di progettualità sociale, ossia scuole e altri progetti che vanno incontro ai bisogni delle persone.
Il convegno inizierà con una breve presentazione, poi i critici - tra i quali Renato Rizzi, Giovanni Leoni e Hans Stimmann - introdurranno i grandi nomi. Quindi avrà luogo un dibattito, nel quale i temi verranno affrontati da tutti i big insieme con esperti del calibro di Germano Celant, Franz Prati e Marco Casamonti. Si preannunciano speculazioni di altissimo valore e - forse - scontri d'opinione. Non una parata, quindi, ma un convegno di primo livello. A conferma di ciò, Rai Educational riprenderà l'interna giornata dei lavori.
Insomma, Genova 2004 inizia e in grande stile.
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