Come potrete avere anche voi capito, in questa vacanza il computer non ci è familiare, ma noi perseveriamo. Stavamo dicendo che in questo tour di ben 5 giorni siamo organizzati più o meno come quando a sedici anni si scorazzava tra i vari campeggi della riviera romagnola senza soldi.
La vera differenza è che allora eravamo in linea con il resto della banda, oggi ci troviamo come due patetici vecchietti, in compagnia di una brancata di zuenotti di lingua inglese di cui nu capimmu in belin, ma credemmu de fa tanta teneressa o cumpassiun. Ve lo sareste mai immaginato che Ernest,
mister bon ton, dovesse litigarsi l'ultimo pezzo di polpa d'agnello con due cagnacci, favoriti - tra l'altro - dalla lingua? Eppure la vita non smette mai di stupire, così ci ritroviamo a dover mangiare riso scotto, patate crude ed un po' di condimento, che se ci vedessero le nostre madri - con le quali siamo più che esigenti - probabilmente ci spaccherebbero la faccia.
Il Sudafica è veramente gradevole, anche dormendo nello scompartimento di un treno adibito a bed&breakfast; ci viene soprattutto da ridere pensando ad una buona parte delle nostre amiche, che ci leggono che in questo contesto, nonostante le più svariate ideologie sociopolitiche, si tirerebbero un colpo nella cabeza. Ridiamo come dei pazzi, perché sappiamo ridere di noi ed in questo siamo veramente agevolati, non dall'alcol come potreste pensare, ma dall'emozioni che questo Paese ci sta regalando. Non riusciamo a descrivere il senso di libertà che abbiamo respirato a Punta del Capo, lontani dalle nostre abitudini maniacali, fatte di stress quotidiano. Le strade del vino incantevoli e goderecce, come solo Bacco ha potuto concepire. Ci spiace molto che questo racconto debba limitarsi ad una sintesi. Se volete potrete seguire il nostro tour fino a venerdì sul sito con tanto di link illustrativi.
A noi non resta che mandarvi un grande bacione, nella speranza di riconnetterci con voi al più presto. Con affetto
e simpatia.