Un mondo comico tutto da scoprire quello di
Alessandro Bergonzoni, l'attore-autore bolognese mattatore a teatro e scrittore di successo che sarà alla Fnac di via xx Settembre
giovedì 18 dicembre, ore 18.30, per presentare DVD e VHS del suo successo teatrale,
Madornale 33. Uno spettacolo che Bergonzoni ha portato in giro per l'Italia per 3 anni a partire dal novembre 1999.
«Con l'uscita del DVD ho voluto festeggiare le 300 repliche dello spettacolo. Un esperimento, questo, che mi piace perché lontano dalla TV: la video cassetta è qualcosa da vedere e rivedere. Ci sarà anche una sorpresa: mezz'ora di riprese inedite tutte da scoprire. Un'avventura che ho affrontato in un momento di pausa dal teatro: sto infatti scrivendo il soggetto per un film».
Alla Fnac sarai in stretto contatto con il tuo pubblico: ti piace l'idea?
«Per la prima volta non si tratterà di un incontro librario, perché sarà possibile un'interazione anche attraverso il video e lo schermo. Il pubblico non dovrà comprare, ma "pensare se ha voglia di comprare". Non come la TV, che impone il pagamento del canone:
io odio la televisione, che è volgare non tanto per la marea di "tette-e-culi" cui ci ha abituati, quanto per la totale mancanza di idee, se escludiamo artisti come Paolini e Baricco».
Parlami dei personaggi principali di Madornale 33
«
Shinay è un guru australiano, un "canguru", che sceglie su milioni di persone un uomo solo, di nome
Fufyo, perché assolva "il compito madornale": scoprire le 33 verità opinabili.
Fufyo è "il vero viaggiatore", che resterà da solo con due donne, Vanvera e Bastiana, le coreute che prevedono il suo futuro da eremita».
Quali sono le 33 verità fondamentali?
«Alcuni esempi? La morte urbana, quando muore una vigilessa, o la morte altruistica, se non muori tu ma qualcun altro».
Anche il cinema ti ha visto protagonista: Nel Pinocchio di Benigni sei stato il direttore del circo. Oggi stai scrivendo un film...
«Il titolo sarà
A cosa serve leccare una suola, un racconto "on the road", in cui il mio personaggio vagabonda per il mondo. La regia è di
Fabio Scamoni, storico assistente alla regia di Gabriele Salvatores. Alla base del lavoro c'è la calma e la grammatica: il cinema non è il teatro, e ne ho dovuto imparare il linguaggio. La
Mikado Film ha comprato la sceneggiatura e, se tutto va bene, si inizia a girare prima dell'estate».
Con Le balene restino sedute, pubblicato da Mondatori nel 1989, sei stato uno dei primi comici diventati scrittori di successo. Come giudichi il fenomeno che è oggi dilagante?
«I comici più famosi sono quelli di
Zelig, una trasmissione che mi diverte ma senz'altro sopravvalutata. Gli artisti della trasmissione sono stati "impacchettati", infilati in una bottiglia di vetro e consegnati al pubblico. Tutta colpa di questa "malattia televisiva": la TV non andrebbe studiata, ma sorvolata».
Anche tu in passato hai fatto televisione: sei dunque un pentito?
«Sono fiero delle mie apparizioni in TV: da
Telecomando a
Carta Bianca, su Tele +. Oggi le cose stanno degenerando e ho partecipato allo
sciopero dei telespettatori: una bella iniziativa. Insomma, non ero un pentito, ma potrei diventarlo».
Lodevole anche il tuo impegno nel sociale: ti occupi, infatti, delle persone in coma, collaborando con l'Associazione Amici di Luca...
«A ottobre è stata inaugurata a Bologna la
Casa dei risvegli - Luca De Nigris: si tratta di una struttura che ospiterà i pazienti e i loro familiari, perché anch'essi diventino parte attiva della terapia. Ho inoltre girato il mio primo spot pubblicitario, per far capire che il coma non è una malattia, ma un sintomo. Importante è anche il tema del rapporto tra paziente e medico, spesso sottovalutato».