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Una tavola rotonda dedicata ai pericoli delle tecnologie informatiche, ha avuto luogo alle ore 17 presso la Sala Minor Consiglio. Il titolo è suggestivo e di richiamo: I nuovi pirati del terzo millennio: informatica e sicurezza dei dati. Hanno partecipato all'incontro un'ampia rappresentanza delle figure professionali chiamate in causa in questa lotta alla pirateria. Ad animare la discussione erano presenti: Carlo Castellano, presidente della Dixet; Carlo Anzani, Direttore generale Banca Carige; Lorenzo Grillo, della società per la sicurezza informatica Ubizer; Gianni Vernazza, presidente della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova; Marco Damonte Prioli, esperto di sicurezza informatica per la ASL1 di Imperia, Enrico Costanini, Amministratore delegato Datasiel.
Ognuno ha portato la sua esperienza sul campo della lotta contro la pirateria informatica. Il mondo di internet e delle comunicazioni ha messo le aziende e i privati cittadini nella situazione di doversi aprire al prossimo per comunicare, correndo però in tal modo il rischio di intrusioni nella privacy e nelle finanze. L'e-commerce non è ha mai espresso la sua piena potenzialità proprio per la mancanza di sicurezza assoluta nelle transazioni commerciali via telematica. Basti pensare l'aumento esponenziale delle infezioni di virus, dal 1988 a oggi. Ormai a ogni livello dipendiamo da queste nuove tecnologie e dobbiamo renderle il più sicure possibili.
Gli istituti bancari e finanziari, le strutture pubbliche e le singole aziende, devono riuscire a tutelare i propri clienti e garantire il massimo di sicurezza. Il mondo dell'informatica, per superare ogni difficoltà, deve rispondere ai requisiti di affidabilità, privacy, sicurezza, disponibilità dei dati.
Bisogna sempre essere un gradino sopra chi attacca il sistema, ma non è facile perché gli attacchi sono sempre più sofisticati e i mezzi e le competenze per compierli sono ormai alla portata di tutti. Occorre creare nuove figure professionali in questo delicato settore della sicurezza informatica. Sono necessarie persone sempre aggiornate, in grado di correre ai ripari nel più breve tempo possibile e stilare costanti rapporti sul fattore di "rischio intrusioni" dell'azienda. Devono capire subito quale dei numerosi allarmi è realmente pericoloso per i dati aziendali. Non è una cosa semplice, anche perché al secondo posto tra gli incidenti informatici più ricorrenti - dopo i virus - c'è il cattivo uso interno di internet, da parte dei dipendenti dell'azienda che inavvertitamente "lasciano la porta aperta".
La sicurezza informatica è un campo in grado di offrire nuova occupazione, ed è un'esigenza di primo piano per poter continuare a sviluppare il commercio e i rapporti tra le imprese e tra le istituzioni.
Stefano Baschiera
Genova, 3 novembre 2003
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