Si parla di
Maurits Cornelis Escher all'
Histoire Café Garibaldi di via ai Quattro Canti di San Francesco. Il locale è gremito quando, alle 17.00,
Michele Emmer dà inizio alla conferenza dedicata all'artista olandese.
Emmer, professore di matematica all'Università di Roma La Sapienza, è ricercatore ma anche cineasta e autore di numerosi saggi.
Escher al lavoro è la prima immagine che lo studioso mostra al pubblico utilizzando un raro CD-ROM realizzato negli Stati Uniti, che viene proiettato su un grande schermo.
Escher aveva infatti realizzato, poco prima di morire, un breve film dove compare nell'atto di creare
Serpenti, la sua ultima incisione. «Il grande interesse verso l'artista nacque poco prima della sua morte, così come la commercializzazione delle sue opere», spiega Emmer, che chiarisce subito quale fosse la professione di Escher: «Non era un pittore, ma un grafico». Diceva, anzi, di non saper disegnare. Distrusse, poi, tutte le sue lastre perché nessuno potesse copiare la sua arte che, infatti, restò unica nel suo genere.
Al pubblico viene poi mostrata una
gallery di immagini: è la collezione delle incisioni di Escher. Interessanti sono gli schizzi realizzati con il metodo del
riempimento periodico. Si tratta di mosaici nei quali uno stesso disegno viene ripetuto all'infinito e sui quali l'autore scrisse addirittura un trattato.
Ma Escher si interessò anche alla creazione dell'effetto tridimensionale. Non a caso le creazioni di animazioni in computer grafica lo vedono spesso protagonista: «Escher è stato una fonte inesauribile di immagini», spiega ancora Emmer, «ma i disegni visti a computer non sono abbastanza dettagliati ed Escher non li avrebbe apprezzati».
Un secondo CD ROM mostra gli omaggi che alcuni artisti internazionali hanno fatto a Escher, interpretando a modo loro le sue idee.
«Escher ha lasciato un segno, ma non lo ritengo uno dei grandi del nostro tempo», afferma Emmer, che al grande artista ha dedicato
un film in 35 mm. Alla pellicola hanno partecipato molti tra i collaboratori di Escher.
E proprio con la proiezione del film di Emmer termina l'incontro. Il lungometraggio narra della vita di Escher, del suo amore per l'Italia e per i suoi paesaggi dalle strutture geometriche, che lo hanno ispirato, ma anche della svolta rappresentata dal viaggio in Spagna. Qui l'artista scoprì il fascino dei mosaici arabi, che copiò accuratamente.
Nella foto un momento della conferenza