Dieci giorni intensi, in fin dei conti volati via con la velocità tipica delle belle cose. Si è così concluso
Fuori Tempo, il forum internazionale dedicato alla musica che la Fondazione Carige ha voluto donare alla città, trasformandola dal 10 al 24 ottobre nella capitale italiana delle sette note.
Difficile dire con certezza quante sono state le persone che hanno partecipato, ma si tratta di almeno 2200-2300 presenze, con uno zoccolo duro di super-appassionati: centocinquanta fra rocchettari e melomani che non si sono persi nemmeno un incontro (abbiamo prove fotografiche di signore impellicciate sorprese a danzare sui ritmi afro di
Basmati).
E allora ricordiamolo, questo Fuori Tempo da poco terminato, rivedendo uno per uno gli appuntamenti che hanno scandito i quindici giorni musicali di Genova.
L'affascinante spazio della Sala delle Grida del Palazzo della Borsa ha ospitato i primi due appuntamenti, entrambi dedicati alla musica classica.
Venerdì 11 ottobre hanno partecipato al dibattito fra gli altri il direttore d'orchestra
Roberto Abbado,
Salvatore Sciarrino, e l'estroso violinsta
Ivry Gitlis, che ha senza dubbio vinto la palma di ospite più simpatico. Si è discusso sul tema del
Diverso sentire: comporre, dirigere, interpretare: percorsi musicali a confronto, occasione per gli intervenuti per tracciare una fotografia del desolante stato in cui versa la musica classica in Italia.
La mattina seguente il
cahier de doleance si è allungato con l'analisi dei "tecnici", ovvero i
responsabili della programmazione artistica di alcuni fra i principali enti lirici italiani.
Fra il primo e il secondo appuntamento, la musica è stata degnamente festeggiata con l'apertura della stagione operistica del Carlo Felice, inaugurata dal
Viaggio a Reims, per la regia di
Dario Fo, diretto dal podio da
Nicola Luisotti. Un allestimento che - com'era lecito attendersi - ha diviso critica e pubblico, ma che ha raggiunto in pieno l'obiettivo di riportare finalmente il Carlo Felice al centro del dibattito (e per tematiche musicali). Come diceva Oscar Wilde, «che parlino bene o male, purché parlino di me».
I successivi due incontri hanno visto protagonista la musica leggera (ma si è discusso a lungo e più volte, nel corso di Fuori Tempo, di quanto limitative siano etichette come "musica colta" o "musica leggera").
Sabato 12
Riccardo Bertoncelli ha sapientemente gestito un palco con due primedonne del rock nazionale:
Teresa de Sio e
Gianna Nannini, incontenibile con la sua "linguaccia" tutta toscana. Assieme a degni comprimari come
Enrico Rava e
Peppe Servillo hanno parlato di
come far convivere i suoni di ieri e quelli di oggi.
Il lunedì successivo sono stati i cantautori ad analizzare
un confronto fra due generazioni di canzoni d'autore: hanno partecipato
Nada, Giorgio Conte e l'inossidabile Gino Paoli.
Ma la sorpresa di Fuori Tempo è stato probabilmente il dibattito di giovedì 16, seguitissimo e apprezzatissimo, che ha fatto luce sull'
utilizzo che si fa della musica al di fuori dell'industria delle sette note.
Un musicoterapeuta, un pubblicitario e due psichiatri hanno raccontato i diversi aspetti del loro lavoro, affascinando una platea che pendeva dalle loro labbra.
La giornata è finita in bellezza con l'esecuzione del
Concerto da camera per violino, pianoforte e 13 strumenti di Alban Berg.
Sabato 18, spazio alla musica da ballare, con la serata
@ mentelocale café e i ritmi afro di
Spillus e quelli jazz di
Luciano Cantone. Alla fine sono stati quasi cinquecento i ragazzi e le ragazze (oltre al famoso "zoccolo duro") che hanno dato vita al più ribollente degli appuntamenti di Fuori Tempo.
Più pacata l'atmosfera negli ultimi tre appuntamenti,
la chiacchierata su Berio con Sanguineti, Restagno, Fournier e Ferrero, la "lectio magistralis" del musicologo e pianista
Charles Rosen - che ha spiegato come ascoltare la musica ammaliando anche il Sindaco - e i
ricordi di Nuria Schoenberg.
Ma
Fuori Tempo non finisce nel nulla: migliaia di copie di un ciddì, con brani che spaziano dal 500 al 900, verranno prontamente distribuite fra gli scolari delle scuole liguri.
Appuntamento all'anno prossimo:
la laicizzazione delle muse si dedicherà all'Arte.