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Liguria tradizionale meta di vacanze per famiglie benestanti, provenienti all'ottanta per cento da Piemonte e Lombardia e che posseggono un appartamento o un villino in uno dei tanti centri delle Riviere. I giovani che vogliono un po' di vita? Che bussino ad un'altra porta.
Questo in sintesi il profilo del fenomeno turistico che emerge da una ricerca svolta dall'Eurisko per conto dell'Agenzia In Liguria.
"Il turismo in Liguria va a due velocità: quello della vacanza tradizionale e quello della "neovacanza", più vicina al concetto del viaggio, come scoperta, evasione. Su questo secondo aspetto", ammette Alessandra Cattanei, direttrice dell'Agenzia di promozione turistica, "c'è ancora molto da fare".
C'è insomma da attirare un turismo potenziale, più giovane e dinamico dell'attuale.
La nostra regione prospera infatti sull'immagine di luogo ideale per una vacanza-villeggiatura, intesa come parentesi in cui contano il riposo, l'addolcimento dei ritmi di vita e il buon cibo. Ma per quanto riguarda l'essere percepiti come luogo di svago e divertimento, siamo ben lontani dall'immaginario che sanno suscitare regioni come l'Emilia Romagna o la Toscana.
I distinguo che emergono dalla ricerca Eurisko sono illuminanti: soprattutto dal confronto con l'Emilia la Liguria esce massacrata.
Gli emiliani sono molto meno esosi, più efficienti e di gran lunga più cordiali (60% contro 20%).
Ma soprattutto risalta la differenza a livello di offerta turistica per i giovani: l'Emilia ci batte 85% contro 10%.
Non per nulla i voti migliori in assoluto la nostra regione li ottiene perché ritenuta adatta agli anziani (50%).
I dati di confronto con la Toscana sono meno impietosi. Rispetto alle enormi discrepanze risultanti dal raffronto con l'Emilia Romagna i grafici segnalano un gap soltanto quando ad essere valutata è l'offerta culturale: l'entroterra toscano è considerato interessante dall'80% del campione, contro il venti della Liguria. Anche cibo e cordialità giocano a favore dei nostri vicini (45% contro 17%).
Che fare, a questo punto?
Di certo entrare nella testa dei liguri per girare l'interruttore della cordialità e del buonumore non si può, anche perché è un interruttore che probabilmente neanche c'è. Si dovrebbe allora investire per rendere appetibile ai giovani l'offerta turistica regionale, ma c'è di che dubitare della capacità degli amministratori di confrontarsi con qualcosa (i giovani) che... non esiste in loco.
La soluzione proposta dall'Eurisko è quella di creare una nuova immagine della regione più consona ai richiami della "neo-vacanza".
Ce la faranno i nostri eroi?
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