Sold out, tutto esaurito. Se la serata-evento di sabato 18 ottobre fosse stata a pagamento, probabilmente si sarebbe dovuto appendere un cartellino simile all'entrata di Palazzo Ducale. Fortunatamente però, grazie alle larghe spalle della Fondazione Carige - che ha fortemente voluto un appuntamento live con la "musica giovane" per la manifestazione Fuori Tempo - la serata era ad ingresso libero, e non c'è stato bisogno di appendere nessun cartellino: Palazzo Ducale si è riempito di ragazzi e ragazze, via via che il tam tam del passaparola attraversava i vicoli e le strade di Genova.
Ma forse il vero tam tam, ciò che ha attirato un nugolo di coraggiosi incuranti di una tagliente tramontana, è stato quello effettivamente prodotto dai due percussionisti di Basmati, che ci davano dentro come dannati.
Andiamo con ordine. L'appuntamento era per tutti intorno alle 22, nel Porticato di Palazzo Ducale: il programma della Fuori Tempo Night, la serata di Fuori tempo, era ormai pronto a partire, giusto il tempo di attaccare l'ultimo spinotto del complesso macchinario audiovideo di Basmati.
Postazioni: dietro al tavolo, a sinistra, Dj Spillus - intabarrato con doppia sciarpa e berretto - ai piatti, coadiuvato da due lettori CD: «con questi metto le basi, elettroniche, che ho fatto a casa col mio sequencer. E sopra ci suono questi vinili». Sempre dietro il tavolo, a destra, Saul Saguatti, un marcantonio bolognese con un entusiasmo tutto emiliano e una stoica resistenza alle intemperie temprata dagli inverni padani (e da una buona dose di sambuca). Saul gestisce la parte video con un armamentario strabiliante: PowerBook di ultima generazione collegato ad un Atari dell'86, ad una videocamera da turista giapponese e ad un mixer video con cloche da aeroplano. Spara le immagini da due televisori e tre proiettori, che illuminano l'oscurità del Ducale.
Davanti al tavolo due percussionisti africani, uno del Mali e l'altro del Ghana, picchiano su djembé e tamburi e "fanno" - di fatto - il concerto: i suoni di Spillus riempiono il sottofondo e guidano la performance, ma tutti sono ipnotizzati dai potenti ritmi afro che scaturiscono da questa infernale jam session. Sulle pareti del porticato Saul proietta in un'esplosione di colori che si muovono e pulsano al ritmo dei tamburi.
Intanto, nonostante la temperatura polare e la pioggerellina gelida che ha minacciato di cadere per tutto il pomeriggio, il Ducale si riempie. Come attirata dal pifferaio di Hamelin, una piccola folla si assiepa davanti ai quattro Basmati: alla fine si conteranno quasi cinquecento persone, dissetate da sessanta litri di sangria omaggio. All'interno del locale i ragazzi di , con un presidio cinefilo, hanno provveduto a ricordare che musica e cinema sono due facce della stessa medaglia: due aspetti vitali della cultura.
E ad un certo punto, verso le undici, si comincia a ballare: nessuno sente più il freddo e si vedono ragazzi spaparanzati sulle sdraio con una birra accanto, neanche fossimo d'estate.
Anche , arrivato nel frattempo trainando i suoi dischi con un carrellino, finita di sistemare la postazione partecipa con piacere alla bolgia. «Non ero mai stato a Genova, certo che questo posto è magnifico!», e indica il Ducale. Poi si eclissa per mezz'ora e riemerge dopo un giretto nei vicoli, a saggiare di persona la "movida" genovese: «che bello, un sacco di locali... Genova mi sembra una città molto vitale, mi ricorda la mia Catania».
Con lo scoccare della mezzanotte, come per Cenerentola, la carrozza di Basmati si trasforma lentamente in zucca: l'inflessibile gendarme esige il rispetto della legge. Nessun problema, Cantone si è riscaldato ed è pronto a prendere il testimone, appollaiato nella postazione dj di mentelocale café. Spillus e Saul smobilitano, felici e persino accaldati: applausi, strette di mano, birra premio meritata.
Luciano intanto è partito, entra subito in trance musicale, nonostante un cavetto malfunzionante faccia le bizze per un buon quarto d'ora: l'electro-jazz delle Schema Night si sparge per la prima volta nell'atmosfera genovese e dopo mezz'ora c'è già gente che balla.
Fuori Tempo per i giovani, buona la prima.
Dovendo proprio sceglierne uno, qual č il tuo genere musicale preferito?