Il rosso di una giornata di tramontana nella nostra regione, una striscia di terra tra cielo e mare, non è quello del sole al tramonto.
L'acqua che cade dal cielo non è quella della pioggia, attesa come un amico ritardatario.
Dopo un estate da incubo, in cui il fuoco è arrivato a minacciare anche la periferia di Genova, i piromani hanno approfittato dei primi due giorni di tramontana per ridare fuoco alle loro polveri.
Il fuoco ha sempre avuto un grande fascino. È ipnotico lo scoppiettio, le fiamme che salgono e si consumano verso il cielo sono da sempre legate ad immagini di purificazione.
Ma il fuoco è anche capace di distruggere, di eliminare in un pomeriggio quello che la natura impiega anni a ricreare. Ammirare le colline della Liguria sta diventando sempre più deprimente.
La macchia mediterranea si sta trasformando sempre più in un paesaggio lunare. Una grande quantità del nostro territorio e della nostra fauna, ogni anno, se ne va in fumo perché in giro c'è qualcuno di tanto irresponsabile e tanto stupido da accanirsi a giocare con il fuoco.
Nella mitologia greca il fuoco era una prerogativa divina, per questo Zeus, quando
Prometeo decise di farne dono agli uomini lo punì in modo severo. Fu incatenato ad una roccia dove un'aquila gli mangiò il fegato che, ricrescendo di notte, sarebbe stato divorato nuovamente in un supplizio senza fine. Il padre degli dei non credeva che gli uomini fossero pronti a maneggiare un simile potere. Vedendo quanto accade nel nostro paese, vien da pensare che Zeus non avesse tutti i torti...
Da alcuni dati pubblicati
su internet emerge in modo significativo, come solo una percentuale minima dell'incendi sul nostro territorio siano dovute a cause naturali. La maggior parte degli ettari che vanno in fumo li perdiamo a causa di affaristi che sperano di costruire dopo aver bonificato splendidi terreni edificabili dalla
perniciosa presenza degli alberi! Molti campi vengono divorati dalle fiamme perché alcuni
pseudo coltivatori considerano il fuoco alla stregua di manodopera a buon mercato che, al costo di qualche litro di benzina e un paio di fiammiferi, fa un lavoro esteso, pulito ed esentasse.
A completare il quadro, si aggiungono quei mentecatti che sfogano sui boschi il fallimento delle loro vite, i folli che si sentono potenti solo nel momento in cui danno alle fiamme ettari di piante e di ecosistema.
Nel nostro paese secondo
il dottor Enrico Marini, docente in pensione di Botanica e Geobotanica presso l'
Università di Genova, mancano strutture adeguate sia per la prevenzione che per la cura di un'anomalia che è ormai diventata una prassi consolidata.
Paradossalmente gli incendi risultano essere la sola costante ecologica presente in Italia. Infatti esistono dei periodi, durante l'anno, letteralmente
di fuoco. Questi sono in parte racchiusi nei mesi più caldi, luglio e agosto in particolare, e in parte nei mesi in cui la tramontana soffia con più forza, ossia febbraio e marzo.
Quello vissuto in questi giorni è un evento ancora più grave se si pensa che è
fuori periodo.
Come ogni volta, ora si cercherà di chiudere il pollaio ignorando che i polli ormai sono quasi tutti fuggiti. Certo, ora bisogna aspettare che la terra si riabbia dallo shock, per poi iniziare quel lento periodo di ripresa che riporterà al loro posto alberi e colori originali.
Il problema degli incendi dei boschi va trattato con competenza, sarebbe necessario intervenire per ridurre al minimo le cause volontarie con leggi adeguate e con un'educazione mirata alla prevenzione prima che alla cura.
La pioggia di questi ultimi giorni ha in parte permesso una riduzione dell'emergenza, ma il problema è solo rinviato. Acqua terra fuoco e aria sono i primi elementi della Natura, un tempo si attribuiva loro qualità divine, saremo in grado di dimostrare agli dei che abbiamo meritato il dono di Prometeo?