mentelocale Ultimo aggiornamento Giovedě 24 maggio - 22.34
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Archivio

Il futuro del trapassato remoto

 
Chiacchierata con Riccardo Bertoncelli, la "voce" della critica musicale italiana. A Genova per Fuori Tempo, sabato 11 ottobre
 
   

     
2 ottobre 2003
Stampa Invia amico
 
di
Stefano
Baschiera
   
Riccardo Bertoncelli
Segnatevi l'appuntamento: sabato 11 ottobre, alle ore 15 presso il Palazzo della Borsa, sarà a Genova Riccardo Bertoncelli, firma storica della critica musicale italiana. Riccardo scrive per Musica!, per Linus e per altre testate, oltre ad avere pubblicato parecchi libri, specialmente sul rock.

È un portavoce trans-generazionale ideale, senza dubbio la persona più adatta per descrivere i mutamenti in atto nella musica contemporanea. E infatti a Genova, in occasione di fuori tempo, lo vedremo vestire i panni del moderatore, in una chiacchierata cui parteciperanno anche Teresa De Sio, Gianna Nannini, Enrico Rava, Peppe Servillo e Peppe D'Argenzio degli Avion Travel. «Sono tutti artisti che hanno in comune una grande esperienza», sottolinea, «hanno attraversato impavidi uno, due, tre decenni di musica, adattando la loro arte ai tempi via via diversi. Di questo vorrei che parlassero e in qualche modo "rendessero conto"».

Il dibattito che lei coordinerà si chiama Suoni del nostro tempo, dai canti popolari ai ritmi urbani. Quale musica oggi rappresenta questo passaggio?
«Non parlerei di "una" musica, ma di tante musiche: il rap, un certo folk moderno, il rock nella sua versione più cruda e "da strada", perfino una certa elettronica quando sa rinunciare alla pompa magna e prova a temperare una nuova idea di "canzone". Credo che "suoni del nostro tempo" sia un termine felicemente passepartout... e comunque cercherò di usarlo così, per spiegare com'è diversa la musica di oggi da quella di ieri».

Nella musica contemporanea predomina la contaminazione. Come possono convivere aspetti lontani come la sperimentazione multiculturale e il recupero della musica tradizionale?
«Non esistono formule magiche; esistono un'etica del lavoro e un'idea di rispetto, di cura, nel caso anche di passione (sempre gradita) che è giusto entrino in gioco. Questa è un'epoca di falsari, in tutti i campi e in quello della musica in specifico: la purezza della tradizione o il nuovo nuovissimo della World Music sono spesso usati come scusa, come paravento dietro cui nascondere le poche idee. È un pericolo in effetti da tener sempre presente».

C'è una tradizione musicale italiana che lei sente minacciata e che si deve difendere con le unghie e con i denti?
«Sono "internazionalista" per radici e convinzione. Esiste una tradizione musicale italiana che è ricca e forte ma che va innovata, non adorata o accarezzata con nostalgia. Sono fiero di appartenere a una generazione che ha schiuso le porte di mondi lontanissimi come il blues, il rock; ne è venuto qualche danno, certamente, ma anche un profondo arricchimento».

I generi "storici" musicali si rinnovano con l'uso dell'elettronica e riscoprono le sonorità tribali, umane. Quale via seguirà la musica del futuro?
«Le due cose fin da subito hanno proceduto di pari passo. Il futuro del trapassato remoto, ecco il paradosso; tornare alle origini della fruizione musicale usando gli strumenti più nuovi e avanzati».

Chi in Italia sembra in grado di percorrere questa direzione?
«Non voglio fare nomi ma disegnare un paesaggio. C'è ancora molta nebbia, un senso di vaghezza per una scena in fondo fragile e ancora, spesso, provinciale; ma un bel fermento e una qualità che va elevandosi. I giovani musicisti di oggi mi sembrano molto più preparati di quelli degli anni '70 e '80, almeno in ambito rock e dintorni; con più cultura, con più attenzioni, anche con una maggiore preparazione tecnica».

Infine, come ascolta lei la musica? [e non mi dica con le orecchie, please]
«La ascolto come capita, alla scrivania, in viaggio, passeggiando per la mia città: comunque non restando fermo sul letto della mia stanza a meditare e fantasticare come facevo al tempo dei miei vent'anni. Un ascolto più "storto" e certo superficiale, che finisce per condizionare il mio scrivere ma forse anche la natura della musica che si produce - questa mutevolezza e superficialità è una delle caratteristiche della nostra epoca, uno dei segni più forti per rimarcare la differenza con il passato».

 
 
 
 
 
Dovendo proprio sceglierne uno, qual č il tuo genere musicale preferito?
VOTA

 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti


mentelocale Dovendo proprio sceglierne uno, qual č il tuo genere musicale preferito?

mentelocale
mentelocale
Ska mentelocale 3.8% mentelocale
mentelocale
Cantautorato mentelocale 35.5% mentelocale
mentelocale
Rock mentelocale 19.4% mentelocale
mentelocale
Reggae mentelocale 2.5% mentelocale
mentelocale
Rap mentelocale 4.4% mentelocale
mentelocale
Blues mentelocale 2.7% mentelocale
mentelocale
Classica mentelocale 5.9% mentelocale
mentelocale
Etno-folk mentelocale 2.3% mentelocale
mentelocale
Jazz mentelocale 8.7% mentelocale
mentelocale
Opera mentelocale 3.6% mentelocale
mentelocale
Punk mentelocale 2.4% mentelocale
mentelocale
Metal mentelocale 3.4% mentelocale
mentelocale
House & Disco mentelocale 2.5% mentelocale
mentelocale
Lounge & Chill Out mentelocale 3.0% mentelocale
mentelocale
mentelocale
   
   
 




 

Oggi in home page
  Vasco Rossi: «Torno tra sei mesi sei»  
  883, vent'anni dopo di nuovo insieme?  
  Di Caprio dannato nel 'Grande Gatsby'  
  «Everybody dies», pure il Dr House  
  21 .12.2012. La fine è l'inizio. Per l'arte  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Pino Daniele  
Pino Daniele
Genova, Teatro Carlo Felice
lunedě 28 maggio 2012
28,50 €
 
mentelocale
 
Cavalleria Rusticana/Che fine ha fatto la piccola Irene
Genova, Teatro Carlo Felice
18 mag. - 31 mag.
da 0,42€
mentelocale
mentelocale
L'Adalgisa
Milano, Teatro Out Off
10 mag. - 03 giu.
da 19,50€
mentelocale
mentelocale
Assaggi di stagione
Roma, Teatro de' Servi
06 giu. - 07 giu.
da 5,00€
mentelocale
mentelocale
Generali a merenda
Genova, Sala Govi
26 mag. - 10 giu.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License