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Nato nel 1964, vive e lavora a Genova.
Si definisce: un soggetto plurale, discontinuo, coerente.
Formazione: laurea in Lettere, "le cose che ho vissuto, i libri che ho letto..."
Maestri e modelli: dipende dal momento.
Strumenti d�espressione: scrittura, fotografia, video, audio, performance.
Cesare, tu che sei, si può dire, un artista �affermato�, cos�è per te l�arte?
�L�arte non ha confini, sei tu a determinarli nei tuoi progetti. Si può fare tutto, tutto ha una ragione se riesci a raccontarla. Come è stato detto: Tutte le arti tendono alla performance�.
Mi sembra un vero e proprio statement: il tuo itinerario artistico si muove infatti dalla scrittura e va verso la performance�
�Sì: una tappa che considero significativa è quella di Viaggiatori/Viaggiatrici (1994), un�opera per la quale ho trascritto su fogli colorati frammenti di discorsi di persone sconosciute, catturati a caso durante un viaggio in Francia e in Germania. I fogli sono stati disposti per terra in una galleria di Milano�.
E poi la scrittura si è �pluralizzata�?
�In Cose là fuori (1997), per esempio: un�installazione per soffitto, ma anche un modo per affrontare l�insoddisfazione verso l�ordine statico delle cose. Le immagini fotografiche sono fissate sul soffitto secondo un libero schema combinatorio. Come tante parti di un cervello esploso�.
Chi sei oggi? È anche il titolo di una tua foto autoritratto�
�Nel 1998 ho trattato il pennarello con il quale scrivo e disegno come una matita per gli occhi. Il trucco è un disegno esistenziale�.
E infine sei arrivato alla performance.
�Con Lost in Meditation (1999) ho voluto esprimere un cortocircuito tra passato e presente. Sdraiato, qui e ora, su un alto cumulo di fieno, metto in scena il ricordo di un desiderio irrealizzato nell�infanzia: salire e sdraiarsi sui covoni di fieno con il sole addosso che ti brucia la pelle. Nell�intervento audio diffuso nell�ambiente, la mia voce registrata racconta questa esperienza�.
Una tua riflessione sull�arte nel futuro?
�Vorrei fare mia la dichiarazione di Michel de Montaigne: Non c�è alcuna esistenza costante, né del nostro essere né di quello degli oggetti. E noi, e il nostro giudizio, e tutte le cose mortali andiamo scorrendo e rotolando senza posa�.
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