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E' ufficiale: ad agosto andrò in Ciad, anzi in Tchad!
Sulla base delle informazioni che ho raccolto mi pare di poter concludere che il Tchad sia uno dei paesi più sfigati del mondo! In sintesi: si estende in pieno Sahara per una superficie di oltre 1.200.000 km quadrati tra paesi decisamente più conosciuti come Libia, Sudan, Repubblica Centrafricana, Camerun, Nigeria e Niger. Le caratteristiche fondamentali di questo paese sono il clima rigido (arido / tropicale), l'isolamento geografico, l'esiguità delle risorse e la mancanza di infrastrutture, per non parlare dell'enorme problema delle mine antiuomo disseminate un po' ovunque: tutti fattori che concorrono a creare un'economia debole ed una situazione particolarmente vulnerabile a disordini politici e conflitti. Se negli anni ottanta era considerato come la nazione più povera del mondo, attualmente il Tchad si trova ancora tra i dieci paesi che chiudono la classifica: tuttavia tale "avanzamento" di posizione non è dovuto ad una sua ripresa economica ma ad un peggioramento della situazione delle altre nazioni. Parlare di paese in via di sviluppo è quindi semplicemente eufemistico! Nonostante tutto, le mie fonti riferiscono di una popolazione giovane ricca di speranze, voglia di futuro e di confronto: tra l'altro, all'interno del Paese esistono realtà in cui convivono diverse etnie, storie e religioni (tra cui quelle musulmana, animista e cristiana).
Ho già conosciuto le mie compagne di viaggio e devo ammettere che sono tutte molto simpatiche oltre che in gamba: abbiamo passato insieme un bellissimo week end in cui abbiamo approfondito quasi tutti gli aspetti del nostro viaggio e distribuito l'elenco delle "cose da fare": a me è capitata la voce "raccolta fondi" e vi assicuro mi è andata proprio di lusso, viste le altre voci contenute nell'elenco (cose mai sentite tipo: preparazione di giochi per piccoli gruppi / grandi gruppi, laboratori, attività manuali, bans ecc.)! Una regina delle feste come me non poteva che pensare ad una mega serata danzante ... E' così che è nata l'idea di "Mission Impossible" (con la "IM" di "impossible" imprigionata nel segnale del divieto di accesso): una splendida festa sulla spiaggia che si è svolta nel locale di un mio caro amico. Al ritmo di slogan idioti quali "PIU' BEVI MEGLIO E''" o "MEGLIO UN BICCHIERE OGGI CHE UNA BOTTIGLIA DOMANI" (il 50% del prezzo della consumazione era devoluto al progetto) più di 300 persone hanno ballato scalze e scatenate fino all'alba: il risultato è stato una collezione di consensi e, soprattutto, un incasso da record (da cui dedurre le spese del servizio navetta che è stato necessario organizzare per evitare ai partecipanti una strage di punti nel viaggio di ritorno).
Alle sei del mattino sono crollata esausta sul mio letto e sono scoppiata a piangere per la stanchezza e la felicità, proprio vero: qualsiasi "missione" è "possibile" ... anche commuovere una cinica materialista come me, ma non sarà mica che sto cambiando?
Ciao a tutti, Alex.
Jessica