Inaugura
giovedì 3 luglio la mostra
In faccia al mondo. Il ritratto contemporaneo nel medium fotografico al Museo di Villa Croce (ore 18). Come si può evincere dal titolo, l'intento di questo allestimento è quello di indagare l'evoluzione della ricerca artistica nel campo della fotografia negli ultimi trent'anni attraverso l'analisi di un genere che ha profondamente segnato la storia dell'arte. Un modo, se vogliamo, di ribadire che la fotografia si è finalmente affrancata dal complesso edipico nei confronti della pittura, avendo sviluppato una sua peculiarità espressiva ed essendosi affermata come uno dei medium privilegiati tra gli artisti contemporanei. In mostra ce ne sono settantasette, tra grandi firme e autori emergenti. Citiamo per motivo di spazio solo i genovesi presenti:
Francesco Arena,
Mauro Ghiglione,
Cesare Viel,
Luca Vitone e la genovese d'America
Vanessa Beecroft.
La mostra, che sarà aperta al pubblico
da venerdì 4 luglio a domenica 14 settembre (martedì-venerdì 9-19, sabato e domenica 10-19. Ingresso 4.50 euro), procede attraverso un andamento non cronologico, bensì tematico. Le sezioni sono sette, e consentono uno sguardo d'assieme filtrato attraverso le molteplici "variazioni sul tema". C'è addirittura un fuori tema: l'incipit è infatti affidato alle foto di archeologia industriale di Bern e Hilla Becher. Niente persone, solo architettura. Ma anche un interesse vivissimo per l'opera di August Sander e la sua attenzione per l'identità del soggetto. E, soprattutto, i Becher hanno influenzato molti artisti che, nell'ambito del ritratto, hanno mutuato il loro modo di fotografare, il loro distacco emotivo rispetto al soggetto.
Proprio partendo da questi presupposti, ecco legittimato il loro ruolo di anfitrioni alla sezione
Il ritratto come contrasto tra partecipazione e distacco. Contestualmente a questa sezione, c'è posto per le immagini "rubate", per vere e proprie
Candid camera. Poi, via via, in un susseguirsi di sale e immagini:
L'album di famiglia, dove sono raccolte opere di artisti che esprimono la loro partecipazione emotiva con il soggetto (di grande impatto le "foto-bara", ma anche la stanza dedicata a una Biennale degli anni '30 di
Christian Boltansky);
Ritratto come autoritratto, dove emerge la dimensione privata dell'artista, l'indagine sul proprio corpo, l'autobiografia per immagini;
Tramutazioni e travestimenti, dove il confine tra finzione e realtà diventa labile, l'identità del soggetto non è più sicura;
L'uomo della folla, dove il singolo si perde nella moltitudine e diventa parte (magari involontaria) di un insieme;
Il ritratto come assenza, dove il soggetto non c'è, se ne avverte la presenza latente negli oggetti, nelle sedie vuote.
Ma in realtà le sezioni sarebbero molte di più. Infatti, la mostra non si limita alle foto esposte al Museo di Arte Contemporanea. Dieci gallerie genovesi hanno aderito all'invito dell'Associazione Amici del Museo di Villa Croce e sono così nati dei
link che diventeranno "attivi" entro il 4 luglio:
Marco Canepa Gallery (via Caffaro 20r),
Face to faceGalleria Artra (Palazzo Ducale),
Collettiva di fotografia
Galleria il Vicolo (salita Pollaiuoli 37r),
Mario GiacomelliJoyce&Co (vico del Fieno 13r),
Il silenzio di Dio e
Artisti della galleriaGalleria Guidi&Schoen (vico Casana 31r),
Summer exhibitionEllequadro Documenti (vico Falamonica 29r),
FlashLeopardi V Idea (piazza Campetto 8A),
SviluppiRebecca Container Gallery (piazza Grillo Cattaneo 2r),
FotoAndrea Ciani (piazza Scuole Pie),
Collettiva di fotografiaArchivio Caterina Gualco (via Nino Bixio 2/6),
B/N & altro