È la prima volta del
Mucca Bar (c.so Italia,7) ed è già un successo.
L'inarrestabile
Simona Guarino mastica, letteralmente, le battute, una via l'altra e, poi, un'altra ancora e il pubblico del
mucca bar ride senza sosta. Qualcuno singhiozza. Sdraio, panchetti di paglia, sedie da regista, c'è posto per tutti sulla grande terrazza, stracolma per l'occasione. Sotto la rete luccicante di specchietti, come una signora vestita da sera,la serata inizia senza intoppi, ma con qualche interferenza. "Pernacchie", gioca Gaia, da vera professionista, con i brusii del microfono provocati dagli aerei in atteraggio che la sorvolano "sono tutti effetti voluti".
Gaia-Simona Guarino è uno di quei personaggi femminili in cui tutti, una volta o l'altra, si sono imbattuti. Racconta di lei, del suo Gino, dei suoi quattro figli e della cognata Duccia. Come una signora di mezza età si confida a voce alta con una conoscente sull'autobus o dal medico, così Gaia parla con gli spettatori, con una "Mariagrazia" di turno o con un lui della prima fila. Flirta con un gruppetto di uomini e, quando racconta del suo incontro con un uomo che sembrava si frugasse nelle tasche, "e invece noooo", li coinvolge con un sofisticato "do you remember?".
La sua esistenza si consuma, letteralmente, tra "Essecorta", "Discount", e i vari "Trippa Center" o "Inferno del pelo". È il prototipo di una vita proiettata sul "tre per due", una droga per lei, un "tunnel" da cui l'ha guarita
Gino: "con un sacco di botte". Un uomo che, al ritorno da una settimana di "gita delle pentole", ha scambiato per
"un batterio di dimensioni umane". Una quotidianità di casalinga dispiaciuta perché "mio marito non mi picchia più come una volta", ma anche fiera di prendere degli psicofarmaci così, dice "siamo tutti più felici, anche i vicini" che venivano disturbati dalle sue grida. Arrabbiata con la cognata Duccia che la trova un po' ingrossata, ma comprensiva con i figli che non muovono un dito mentre il marito la picchia: "si godevano un po' la scena, come al G8".
"Mio marito è buono, è un lavoratore. È buono perché va a puttane, ma solo il sabato e poi si pente e le picchia. È buono".
"C'aveva l'amante sì, son cose che dispiace", si capiva perché si "faceva il bidè anche nei feriali". Le dispiace soprattutto "per la ragazza, che la picchiava. Era albanese e pensava di averle viste tutte. E invece noooo, toh".
Nella sua delirante ironia, Gaia non risparmia nessuno, nel modo più politicamente scorretto possibile, ma almeno ci siamo proprio tutti, senza falsi pudori.
Divertente, esilarante.
Il mio vicino, piuttosto critico, si stupisce della forza delle sue battute e dice "ma quante ne ha!".
Ne ha davvero tante e non risparmia neppure quelle
piaghette sante dei bambini che, ai piedi del palco, la tormentano: "Ma non gli si potrebbe dare qualcosa da bere... di alcolico".
Lo show è appena cominciato. Simona sarà di nuovo con noi
giovedì 26 giugno con
Gina. E
mercoledì 18 sarà la volta di
Giorgio Scaramuzzino, che darà vita a
Poeti allo specchio - Parodie poetiche dal futurismo a oggi. Tutti gli appuntamenti sono alle 22.