Tornano le avventure dei nostri eroi Alex e Joseph. Oggi tocca alla bella e sfaccendata ragazza della Genova bene. Si parla ancora di matrimoni, ma il punto di vista è squisitamente femminile. Leggi anche le precedenti puntate della saga (Alex e Josef, avventura.it, Josef tra Genoa e Samp, Alex, la nullafacente, )
Salve a tutti, è la vostra Alex che vi scrive. Mi piacerebbe lasciarvi a bocca aperta raccontandovi che (per quanto incredibile possa sembrare) sto comunicando con voi da qualche remoto villaggio di qualche praticamente sconosciuto paese africano, commentare con voi le meraviglie della scienza e della tecnica che rende possibile tutto questo ed elogiare l'era della globalizzazione "dal volto umano", etc. etc. In realtà, mi dispiace deludervi, vi scrivo comodamente seduta davanti ad un modernissimo PC collocato su una costosissima scrivania nel soggiorno della mia casa di Castelletto.
Vedo di nuovo le vostre facce piene di disapprovazione, di "lo sapevo che finiva così" e di "dove vuoi che vada quella", etc. etc. ma, ve lo giuro, non è colpa mia se non sono ancora riuscita a partire per il mio viaggio nel Terzo Mondo. Per i soliti motivi burocratici (di cui mi sono resa conto essere pieno anche l'universo della solidarietà) i tempi di partenza sono più lunghi del previsto e prima di quest'estate proprio non se ne parla.
Insomma, io pensavo che sarebbero state centinaia le organizzazioni (compresa forse l'ONU) desiderose di acquisire come testimonial di qualche loro campagna di sensibilizzazione una ragazza giovane, bella, intelligente e ricca come la sottoscritta; pensavo che forse sarebbe stato necessario organizzare una "gara d'appalto" per aggiudicare la mia sponsorizzazione. Ma, contrariamente ad ogni previsione, le organizzazioni che ho contattato hanno fatto a gara per chi trovava il maggior numero di validi motivi per disincentivarmi: "bisogna avere spirito di adattamento", "è necessario aver già fatto del volontariato", "bisogna essere preparati" oppure "bisogna fare un cammino per prendere consapevolezza delle motivazione" (!!!) e bla, bla, bla.
Insomma, per venirne a capo ho dovuto ricorrere a tutte le mie inesauribili risorse (tra cui le conoscenze del papi) ed ho ottenuto di inserirmi (in via eccezionale) in un corso (già iniziato) di preparazione per "partenti", non oso pensare che palla assurda sarà, ma la copertina mi aspetta e qualche sacrificio bisogna pur farlo.
Comunque, non tutti i mali vengono per nuocere, e il ritardo nella partenza mi permette infatti di partecipare tra due domeniche al matrimonio della mia amica Camilla. Non ricordo se ve l'ho già detto, ma io amo i matrimoni: amo potermi comprare vestito, scarpe e borsa senza alcun senso di colpa, amo andare dal parrucchiere per la messa in piega un'ora prima della cerimonia, amo le note della marcia nuziale e le dolci melodie della messa (soprattutto se il prete è uno "alternativo" e fa cantare almeno una canzone di Jovanotti), amo spettegolare su come è vestita ogni singola inviata e sulla pacchianeria della torta a 12 piani, amo incontrare i vecchi amici e fare nuove conoscenze, amo il lancio del bouquet con i soliti strascichi di zitelle ferite nel tentativo di accaparrarselo o disperate per non essere riuscite nell'intento. Partecipare ad un matrimonio è come recitare in un film, l'importante è non esserne protagonisti!
Ora vado perchè devo "prepararmi" sia per il matrimonio di Camilla che per il viaggio: per il matrimonio sceglierò qualcosa di classico, mentre in Africa mi hanno detto che bisogna portare vestiti chiari per non attirare le zanzare ed io che amo il nero ed i colori sgargianti devo rifarmi completamente il guardaroba!!!!!